Organizzare un viaggio green

185/365 in the morning light

Per organizzare un viaggio, un qualsiasi viaggio, bisogna considerare due aspetti: quello della novità e quello della consuetudine.
Quando si viaggia non si abbandona totalmente se stessi, le proprie abitudini, i valori. Ma neppure si resta uguali a prima di partire, se pensiamo che un viaggio è stimolo, scoperta, apprendimento. Che si viaggi in compagnia o soli, si impara a conoscere un po’ di più il sé e l’altro, così come si conoscono nuove culture, modi di pensare e di vivere e così via.
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Dalla novità alla consuetudine

BookCrossing, Swap, bikesharing, couchsurfing, downshifting, questa settimana ho fatto TUTTO!

E mi sto abituando talmente bene a questa vita, da chiedermi ogni tanto se io non stia dimenticando qualcosa.
Aiutatemi allora a ricordare: la storia del pannello solare sembra per ora saltata (dovrò provare a tirare in mezzo l’amministrazione del mio palazzo per pannellare il tetto, perché installarlo solo per un privato è dispendioso, ma ho forti dubbi sulla riuscita della proposta condominiale); l’orto sul balcone non ha ancora dato NESSUN frutto (ovvero, dopo tre settimane non cresce un tubo, devo aver sbagliato qualcosa); se riesco andrò a Parigi con il treno per un weekend, per consolarmi di un viaggio mancato in Israele (per ovvi problemi di trasporti – ovvero, niente aereo per un anno, sob!); mentre sabato 23 aprile, durante la VeganFest di Camaiore sarò presente per raccontare la mia esperienza a impatto 1 (alle 11 – ci sarete?).

Poi? Che altro?

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