Il magico mondo dei funghi: Chlorociboria aeruginascens

Il mondo naturale è qualcosa di straordinario, che riserva continue sorprese, anche per i ricercatori più esperti. L’ho potuto capire quando ho trascorso del tempo con una persona esperta di funghi, di TUTTI i funghi, non solo quelli buoni da mangiare.

Appassionarsi della Natura o di un suo “settore” significa immergersi in un universo di meraviglie: ci sono persone che provano un gusto speciale nel coltivare orchidee, per accorgersi che non basterebbe una vita per conoscerle tutte, quelle che si interessano di piante officinali, di alberi, di insetti, e poi ci sono gli studiosi dei funghi, i micologi.
Capita spesso, specialmente a fine estate, di imbattersi in vere e proprie esposizioni di tantissime varietà di funghi, a prescindere dal fatto che siano edibili o meno, ed è sempre molto istruttivo visitarne una.
Esistono funghi pericolosissimi perché hanno un rilascio lento delle sostanze tossiche, e quando compaiono i primi sintomi di avvelenamento, è troppo tardi. Altri funghi che sono sì edibili ma dal sapore molto sgradevole, amaro o estremamente piccante.
Funghi dalle dimensioni microscopiche che odorano di liquirizia e mitologici funghi giganti di cui parlano anche gli archeologi.


Oggi vi voglio parlare di un fungo in particolare, che si chiama Chlorociboria aeruginascens, ed è un piccolissimo fungo di colore verde-blu che si nutre di materia organica in decomposizione, in particolare il legno di quercia.
Comunemente nota come “tazza di elfo verde” o “tazza di legno verde” a causa dei suoi caratteristici corpi fruttiferi piccoli, verdi, a forma di piattino o ciotolina, conferisce al legno una colorazione molto affascinante.

L’epiteto specifico deriva dalle radici latine aerug– (“blu-verde”) e –ascens (“divenire”).

Ne avevo sentito parlare un po’ di tempo fa, e la scorsa estate, su un sentiero, ho trovato un ramo che aveva proprio quel colore, e guardando più da vicino ne ho potuto osservare i minuscoli “abitanti”, questi piccoli puntini che somigliano a certi licheni, dal colore brillantissimo, uno dei miei colori preferiti.
Non so se sia stata più la gioia di vederli finalmente dal vivo o la gioia di aver imparato a riconoscere una piccola cosa in più di questo vastissimo universo di bellezza.

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