Ela quere limpar o mundo OVVERO buone vacanze a impatto 1

Ci sono cose che faccio solo quando sono sola, che non condivido con nessuno, un po’ per vergogna, un po’ per auto-gelosia, se esiste. Il che va bene, dato che nella mia vita online non ho mancato mai di sharare contenuti, pensieri e soprattutto fotografie con mio (e forse solo mio) grande divertimento.

E pertanto ora per l’ennesima volta racconterò qualcosa di me, di cui vado segretamente orgogliosa, ma che se qualcuno mi vedesse a farla mi vergognerei un po’.

Ci sono io che cammino su per le stradine asfaltate e di terra battuta di una collina portoghese, con il manubrio della bici in una mano e un sacco nero nell’altra, intenta a raccogliere i rifiuti accumulati fra i rovi, spesso lanciati da automobilisti e passanti indegni senza un pensiero per l’ecosistema, gli animali, le piante e i rischi di incendi e incidenti.
E mentre cerco di mantenere dritta la bici senza cavalletto, mi allungo a raccogliere una bottiglia di plastica ancora piena d’acqua, sacchetti, confezioni varie, pezzi di cose indefinite e vetri, e perdo l’equilibrio scivolando nei miei stessi sandali ed eventualmente mi immobilizzo se sento arrivare un automobilista.

Ecco, in questa foto sembro molto disinvolta, ma in realtà il sacchetto era piuttosto pesante e caricandolo in spalla mi sono gocciolata dell’acqua schifida sui jeans, e però son tornata a casa soddisfatta, primo perché non mi aveva visto quasi nessuno, e secondo perché è divertente e dovremmo farlo tutti, sempre e soprattutto in viaggio, a meno di prendere il tetano o l’epatite, e allora potrei capire.

Buone vacanze senza rifiuti a tutti? Spero di sì. :-)

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