La saga dell’orto continua: un istinto nuovo

Per ora, più che tritare quattro foglioline per volta di prezzemolo o staccarne qualcuna dal basilico per l’insalata, non ho fatto, ma giorno per giorno osservo le mie piantine crescere, farsi spazio, allargarsi, quasi soffocare nei loro ditali di terra o nei vasi ormai troppo piccoli. Persino il ciclamino, che aveva perso tutte le foglie, sta dando alla luce una strana creatura dentata da cui spuntano nuove tenere foglioline che si aprono in direzione del sole come il palmo di una mano. Inquietante.

Come, del resto, mi impressiona come il primissimo embrione di piantina che emerge dalla terra abbia appiccicato sopra il guscio del seme aperto, come un cappellino, o come un uovo spaccato. Ecco, un seme è come un uovo. Racchiude la vita in potenza, è una creatura in divenire.

Se un giorno dalla terra spuntasse un pulcino con la pelle trasparente e gli occhi chiusi, neri e tondi, con in testa una capocchietta, non esiterei a innaffiarlo. Come per alcune piantine troppo delicate ho l’istinto a covarle.

Sto impazzendo? No, solo faccio saltelli con la fantasia.
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Oh, Madonna protettrice delle carotine, fa’ che vivano

Io non credevo nei miracoli, finché non ho visto con i miei occhi la vita sbocciare. E mi riferisco anche alle volte che ho assistito alla nascita di un mucchietto di gattini, tutti bagnati e dall’aspetto di topolini, o quando ho poggiato l’orecchio sul tiepido guscio di un uovo per ascoltare il fievole pigolio di un pulcino sul punto di venire al mondo.

Ma, pur avendo vissuto per quindici anni in mezzo al verde, raramente mi sono dedicata alle piante, e mai mi sono emozionata nel vederle spuntare dalla terra nera.

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…e come va con la compostiera?

Lasciate ogni speranza, voi ch’intrate.

Entriamo nel mondo della compostiera, un tunnel buio che odora di terriccio e che contiene le meraviglie della natura: microrganismi, vegetali e materiali organici variopinti, elementi chimici che nutrono la terra, piccole creature laboriose.

A gennaio, grazie all’aiuto virtuale di kia81, ho costruito una compostiera che ho piazzato sul balconcino di casa, per raccogliere e compostare tutti i miei rifiuti umidi, che a Milano non vengono raccolti separatamente, come scarti di frutta e verdure, residui secchi delle piante, carta (ma ci sono molte altre cose che si possono compostare).

Perché?
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L’orto è morto, viva l’orto!

Ricordate quel giorno di un mese fa in cui annunciai di aver seminato il fior fiore degli ortaggi da insalata sul mio balcone?
Cose semplici, apparentemente, se non a prova di stupido. Ho pure sfogliato senza un preciso criterio “L’orto for dummies” e ho scelto gli ortaggi più semplici: l’infestante prezzemolo, il delicato ma tenace basilico, le carotine, i pomodorini e il pisello nano.

Che dire di più?

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