Decluttering in 70 step veloci e indolori

L’esperimento che ho voluto fare, di decluttering in sette giorni, ha funzionato, ma ho scoperto quanto sia vero che non si smette mai di mettere in ordine per dare una logica al proprio spazio, poiché una volta finita la lista raccontata nei post precedenti, ho praticamente potuto ricominciare da capo, andando sempre più a rovistare fra le piccole inutilità fra gli altri mestieri quotidiani.
Però mi sono ritrovata a riusare cose che credevo perdute e che forse avrei ricomprato, quindi ho ridotto gli acquisti e ho imparato anche a riparare tutto ciò che si era rotto, scambiando poi con gli amici ciò che non mi serviva più.

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Una settimana di decluttering: Giorno #5

Passiamo ora alle cose serie, quelle noiose, ma anche piacevoli, a volte. Ecco i prossimi dieci step per cominciare a concludere la nostra settimana, o mese a seconda del tempo a disposizione, di pulizie di casa.

Step 1:
Mettiamo insieme tutti i documenti da ordinare, i fogli sparsi, le fatture, le dichiarazioni dei redditi, gettiamo quelli scaduti, le buste vuote, gli scontrini antichi e infiliamoli in grandi raccoglitori coi buchi.

Step 2:
Pulizia nella cassetta del pronto soccorso, via i medicinali scaduti, i packaginkg avanzati, i tubetti spremuti a metà, i rasoi arrugginiti, le saponette pietrificate, le bombe effervescenti consumate dall’umidità, tutto ciò che fa zozzume e bruttura e che occupa spazio inutile.

Step 3:
Nel salotto ci sono sicuramente cassepanche piene di vecchi giochi di società, zampironi spezzati e lampadine rotte, costumi di carnevale e vecchissimi stracci che “si sa mai”. Svuotare e risistemare.

Step 4:
Le bacheche di sughero possono accumulare strati di biglietti da visita, appunti, foto e numeri di telefono da far invidia a un archeologo. Svuotatele e riattaccate solo ciò che è importante.

Step 5:
CD musicali e film. Questa è una parte bella. Rimettere i cd nelle loro custodie, ascoltarne uno dopo l’altro e poi rivedersi qualche vecchio film mentre si pulisce la casa non è male, no? E le vecchie musicassette. Vale la pena tenerle se non si ha un impianto con cui ascoltarle?

Step 6:
Altra cosa bella, mettere a posto i libri. A me piace molto radunarli per genere o per colore o per ordine alfabetico, e tornare a leggere qualche vecchio romanzo dell’adolescenza, o a sfogliare un fumetto che mi faccia venir voglia di dipingere.

Step 7:
Aprite tutti i cassetti pieni di minuterie e di chiavi vecchie, occhiali da sole senza una lente, candele mezze consumate, portacandele sbeccati, scotch di carta ormai finiti, buttate e riordinate tutto!

Step 8:
Con l’armadietto delle pulizie è semplice: basta eliminare i vecchissimi detergenti evaporati, gli spray finiti, i guanti di gomma bucati e tenere solo ciò che è necessario.

Step 9:
Sgabuzzino aiuto! Qui ho sempre paura di mettere mano, ma va fatto, va fatto e basta. Io ho trovato vecchi rulli da imbianchino, plafoniere e piastrelle rotte, tubi e pertiche, pallet e bottiglie di vino ormai diventato aceto, fai te.

Step 10:
Siamo al quinto giorno e stasera ci meritiamo un film, un buon libro e nanna presto!
A domani!

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Una settimana di decluttering – Giorno #2

Come raccontato nel post precedente, mi sto dedicando per una settimana alla pulizia profonda della casa, il vero e proprio decluttering, ovvero la splendida attività di liberarsi delle cose inutili e creare spazio.
Mantenendo validi quasi tutti gli step del primo giorno, continuiamo con i successivi, passando per la camera da letto e il bagno.

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Una settimana di decluttering – Giorno #1

Ho una settimana da dedicare alla casa, ai miei spazi personali e a quelli condivisi, e anche alle cose da mettere in ordine o da buttare.
Ispirata da un post su come liberarsi degli oggetti inutili e fare ordine in trenta giorni, io che sono una o tutto subito o niente ho deciso di impiegare sette giorni per dare il benvenuto alla primavera come si deve e vivere meglio in una casa essenziale e ariosa. Ecco la cronaca di questi giorni che, prevedo, saranno un inferno, ma poi sai che soddisfazione?

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Come ti riciclo il tetrapak: la tenda scacciamosche

Chi beve latte e succhi di frutta, sa quanto sia ancora sommaria l’informazione sul riciclo del tetrapak. Ci sono aziende che si occupano del suo riuso in modo utile creativo, producendo fazzoletti, panno carta, carta igienica, articoli di cancelleria, ma anche artisti e associazioni che danno libero sfogo alla fantasia.

Purtroppo però non in tutti i paesi d’Europa e soprattutto quelli con una debole identità ecologica, ne è del tutto chiaro o diffuso il concetto di riciclo: è di plastica o di metallo? a seconda della città viene gettato in bidoni differenti? e dei tappi che si fa? va lavato e schiacciato e separato? e se questo non viene fatto dai cittadini, viene ugualmente riciclato?

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Elogio della saponetta

Secondo me non ci avevate mai pensato, e se ci avevate già pensato, avete tutta la mia stima, perché la decrescita è anche questo, ridurre le cose della vita a poche e preziose essenziali risorse da rispettare, valorizzare e anche amare.

L’altro giorno ho finito l’ultimo shampoo che avevo, e così fino a che non avrò un’idea (che vuol dire trovare un venditore di shampoo sfuso, o scroccarne uno druso alla vicina, o sperimentare una ricetta casalinga) mi laverò solo con la saponetta.
Così questa sera, dopo un lungo weekend di capoeira, mi sono insaponata (senza spugna) completamente, e mi son sentita come in certe scene nei film sulle sfighe irlandesi coi bambini che nelle mattine gelide d’inverno, in piedi in un catino si insaponano dalla testa ai piedi tremando, o di militari in guerra che ridendo sotto i bombardamenti hanno la schiuma perfino negli occhi.

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