La gommina di Aveda

Un po’ di tempo fa Aveda mi ha mandato una bella scatola contenente alcuni prodotti interessanti per i capelli, shampoo, balsamo, olio spray, ma anche un rossettino, un fard e un po’ di colori per il viso.
Caratteristica primaria di Aveda è l’ecosostenibilità, declinata nei tanti comportamenti etici che già conosciamo, a partire dal packaging responsabile, dall’impiego di ingredienti naturali (non tutti ma la maggior parte e non tutti a km0) e di energie rinnovabili, fino alla partecipazione a cause e petizioni a favore della salvezza del pianeta e della parte di popolazione che non ha accesso ad acqua e beni primari, promuovendo così il rispetto dell’ambiente in tanti modi e tutti buoni.

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Ghassoul per pelle e capelli

Il Ghassoul o Rassoul è un tipo di argilla estratta sulle montagne dell’Atlante, in Marocco.
Il suo nome deriva dal verbo “Rassala” che in arabo significa “lavare”.
Da molti secoli è usato dalle donne orientali per lavare e pulire delicatamente i loro capelli e la loro pelle.
Può essere utilizzato da solo o miscelato e profumato con acqua di fiori d’arancio o di rose.

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Weleda amore mio

All’inizio del progetto di vita a impatto 1, una delle prime aziende che avevo contattato era la Weleda, famosa per essere produttrice di cosmetici in armonia con natura, uomo e società secondo i principii dell’antroposofia: scienza dello spirito sviluppata all’inizio del XX secolo da Rudolf Steiner. Ha posto le basi per una miglior comprensione dei rapporti tra l’essere umano e il cosmo e per un’azione conseguente. Su queste basi sono nate la pedagogia Waldorf (o pedagogia steineriana), l’agricoltura biodinamica, un’economia a orientamento sociale e la medicina e la farmacia ad approccio antroposofico.

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Il mio odore naturale

Da quando ho cominciato e poi smesso e poi ricominciato a usare il bicarbonato come deodorante, in particolare per le ascelle, ho ritrovato il mio odore naturale, non più artefatto dai prodotti industriali chimici che mi omologavano a milioni di altre ascelle.
Sì, il bicarbonato lo uso ancora, quando gli esperimenti chimici per creare deodoranti alla cera d’api non vanno a buon fine, e lo uso anche per deodorare la lettiera dei gatti e per l’igiene orale.

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Trucchi minerali cruelty-free

Tempo fa la gentile Katja mi ha inviato qualche campione di cosmetici da provare, sia per il mio progetto ecologico che per il #makeupcontest di Melly.

Ma MICA cosmetici qualunqui: per la precisione i trucchi minerali di www.mww4u.com.
La loro caratteristica principale è la totale naturalità degli ingredienti, che rende così i prodotti antiallergici, adatti a tutti i tipi di pelle e in più sono cruelty-free, non testati sugli animali bensì sugli umani.
I trucchi minerali sembrano perciò una delle alternative migliori alle grandi marche.

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Addio shampoo

Da dove comincio? Sono talmente tante le soluzioni che mi son state proposte per sostituire lo shampoo senza impiastricciarsi i capelli o renderli ingovernabili, che non so da dove cominciare.

Innanzi tutto vi spiego: pochi giorni fa ho finito l’ultimo shampoo che avevo, e l’ho sostituito con una semplice saponetta, con un inaspettato risultato: capelli cotonatissimi e molto molto densi a puliti.
Nei commenti al post che ho scritto subito dopo, molti amici mi hanno consigliato il sapone di Marsiglia, utile anche per i panni, e il Ghassoul, un’argilla usata dalle donne indiane, oppure la farina di Ceci mischiata con miele o yogurt e un po’ di henné neutro per renderli luminosi. Poi c’è il sapone di Aleppo e perfino la foglia fresca di Aloe Vera frullata.

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Elogio della saponetta

Secondo me non ci avevate mai pensato, e se ci avevate già pensato, avete tutta la mia stima, perché la decrescita è anche questo, ridurre le cose della vita a poche e preziose essenziali risorse da rispettare, valorizzare e anche amare.

L’altro giorno ho finito l’ultimo shampoo che avevo, e così fino a che non avrò un’idea (che vuol dire trovare un venditore di shampoo sfuso, o scroccarne uno druso alla vicina, o sperimentare una ricetta casalinga) mi laverò solo con la saponetta.
Così questa sera, dopo un lungo weekend di capoeira, mi sono insaponata (senza spugna) completamente, e mi son sentita come in certe scene nei film sulle sfighe irlandesi coi bambini che nelle mattine gelide d’inverno, in piedi in un catino si insaponano dalla testa ai piedi tremando, o di militari in guerra che ridendo sotto i bombardamenti hanno la schiuma perfino negli occhi.

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