cose di donne

Good evening!
My name is Claudia, I’m writing because of my “Low impact project” that started a few days ago.
It’ll be a one year experiment: I’ll try to reduce my carbon footprint (eating vegan, biking and, I hope, using solar energy) and part of the project will be the use of a Menstrual Cup and Cloth Pads [or degradable tampons].
Many friends of mine already ordered Menstrual Cups in your website, and I’d like to talk about your website into my blog of this experience (sorry it’ll be soon translated in english).
What about a little exchange?
[…]

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gesti microscopici ma atroci (secondo me)

Edit: qualcuno mi direbbe: “Ora leggiti il libro Come sgravarsi di tutti i mali del mondo e vivere felici lo stesso, ok?”.
Non vorrei, con questo post, aver peccato di presunzione o di maestrineria, perciò mi giustifico: sono talmente piena, letteralmente gravida di idee e pensieri e cose da scrivere, da ritrovarmi a volte a non sapere quale pesce pescare in questo guizzante mare di pensieri. Insomma, non voglio deludermi/vi. Ok, basta così, buona lettura.

Prima di tutto questo (la vita a impatto 1, il vegetarismo, devo elencare tutto?) facevo tante piccole cose atroci.
Una volta mi sono lasciata leccare le dita da un vitellino per poi mangiare la carne del suo fratello senza pensare, senza fare associazioni.
Quando stazionavo nel bagno dell’ufficio lasciavo scorrere litri d’acqua per coprire i miei rumori.
Mi sono commossa più volte davanti a un animale che muore fra le mie mani (un pulcino, una talpa, una formica), o a un documentario nella savana, per poi lasciarmi trascinare dalla golosità di un cheesburger sbavoso.
Quando il pescatore di Figino con cui mi fermavo a chiacchierare da piccola tirava su dall’acqua un pesce guizzante e terrorizzato, io esplodevo in una urlante crisi isterica finché lui non lo ributtava in acqua. Però che buono, il sushi.

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Settimana due: cosa sta cambiando

Per ogni boccone, un pensiero. “Questo pezzo di pane è stato confezionato in un centro commerciale, questo cioccolato di dubbia provenienza è avvolto in carta e alluminio, questa tisana è biologica ma viene da lontano”.
Riciclare, acquistare consapevolmente, non sprecare, eliminare i derivati animali, compostare, cucinare.

Ieri ho detto addio alle ultime due uova bio che avevo in frigo, perché mi sto convertendo gradualmente alla dieta vegana.

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Mercato dell’usato – Di mano in mano

Questa mattina sono andata a curiosare nel mercato dell’usato dell’impresa sociale Di mano in mano, in viale Espinasse. Data la zona, devo dire che mi aspettavo di ritrovarmi in un posto un po’ grezzo, polveroso e caotico, invece è un grande spazio ordinato e pieno di oggetti di tutti i tipi: cartoline, giocattoli, utensili da cucina, ferri da lana, abiti, libri, complementi d’arredo e antiquariato, pezzi di biciclette, tutto ordinatissimo e tenuto bene.

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Vegella, da leccarsi i baffi

Finché ho del cacao in casa posso provare qualche ricetta, no?
Meglio ancora se è vegana.
Questo è il mio terzo tentativo, finalmente ho tutti gli ingredienti e la giusta voglia di fare le cose precise. Sto parlando della crema spalmabile alle nocciole.

C’è chi lo sa già: il leitmotiv di quest’inverno è “ho sgusciato un mare di nocciole”, perché in una gita nel Monferrato ne ho procurate a chili, e ora le sto impiegando per mille ricette!

Così questa notte, in preda a un attacco di gola, ho riprovato a fare quella che nel mitico libro La cucina etica viene chiamata Vegella.

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Il 2050 è oggi

Il mondo sta cambiando, e le previsioni non sono affatto buone. Negli ultimi cent’anni l’inquinamento, la tossicità delle grosse industrie e lo spreco di risorse hanno portato il nostro pianeta sulla breve via dell’inospitalità.

Gli oceani sono acidi, i ghiacciai si sciolgono, la concentrazione di CO2 nell’aria è sempre più alta. Per non parlare delle isole di rifiuti galleggianti, delle discariche a cielo aperto, degli allevamenti intensivi e dell’inquinamento prodotto dal singolo con detersivi, benzina, scelte di vita impattanti.

No, la Terra non è più quella che conoscevamo quando vi siamo “approdati”. Lo sostiene anche Bill McKibben in Terraa: “questo pianeta che non è più lo stesso e va rinominato”.

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Smettere col caffè – etica, salute, testa

Venerdì scorso ho smesso di bere il caffè.
Niente di grave, direte voi. Io risponderò che la mattina ne bevevo ormai d’abitudine una caffettiera da 4, più due tazzine fisse al lavoro, e pure dopo cena, e insomma. Mica facile.
La scelta è stata non solo per questioni di salute e di buone abitudini, ma anche di piccoli e ragionamenti da approfondire sulla filiera corta. Il caffè non è certo prodotto in Italia, o sì?

memo: esistono coltivazioni di caffè in italia? sono in serra? biologiche?
in che paese si trovano le coltivazioni bio di orzo? fare ricerca.

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Il conto nella Banca Etica

Da qualche giorno ho trasferito il mio conto presso Banca Etica, la banca che opera nel sociale e nell’economia solidale, oltre che nell’ambiente e nel volontariato, e risponde alle esigenze di cittadini responsabili che cercano la giustizia e il rispetto dei diritti umani.

Banca Etica segue i principi della Finanza Etica e permette ai risparmiatori di investire su attività strettamente legate alla responsabilità sociale e ambientale.

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