Ghassoul per pelle e capelli

Il Ghassoul o Rassoul è un tipo di argilla estratta sulle montagne dell’Atlante, in Marocco.
Il suo nome deriva dal verbo “Rassala” che in arabo significa “lavare”.
Da molti secoli è usato dalle donne orientali per lavare e pulire delicatamente i loro capelli e la loro pelle.
Può essere utilizzato da solo o miscelato e profumato con acqua di fiori d’arancio o di rose.

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Addio amata agenda

Quando finisce un anno si cambia agenda, sì?
Ah, ma la mia è tutta speciale, si chiama RE-USE, l’ha inventata Scarponio ed è fatta con carta riciclata. Quella dell’ufficio, stampata su un lato solo.
Un anno fa nasceva così, e oggi la ripongo in un cassetto insieme alle altre vecchie agende, certa che un giorno la sfoglierò di nuovo con piacere.

Per quest’anno non ne ho costruita una nuova, anche se in principio avevo pensato di farne anche il regalo di Natale per tutti gli amici, ma siccome non ero convinta della nuova versione e casualmente ho pescato una moleskine del 2011 inutilizzata e usabilissima, ho cambiato l’anno e preso possesso di questo nuovo gioiello.

Peccato per la vecchia RE-USE, perché la sua copertina dorata mi ha accompagnata in borsa dappertutto, ha conservato foto, contatti, appunti e appuntamenti, pensieri e cuoricini, pagine vuote e giorni dimenticati, volantini, è stata sballottata, aggiustata, trascurata e a volte dimenticata in giro, ma sempre mi è stata simpatica e fedele.

Adieu, allora! E grazie.

La mia vita a impatto 1 non finisce qui

Per chi non lo sapesse questo 2011 è stato per me un anno particolare: l’ho trascorso cercando di vivere una vita a impatto 1. Cosa vuol dire “a impatto 1”? Uno è il pianeta che abbiamo a disposizione, e perciò, siccome non possiamo pensare di migrare su Marte o sulla Luna una volta che le risorse saranno esaurite, ho cercato di comportarmi di conseguenza, vivendo una vita ecologica e inquinando in sostanza il meno possibile: all’inizio dell’anno scorso ho compilato il quiz del carbon footprint, un questionario sulle abitudini quotidiane in termini di spostamenti, consumi di energia e acqua, scelte alimentari e stile di vita, e il risultato è stato che per vivere come me sarebbe servito un pianeta virgola quindici, UNO VIRGOLA QUINDICI!

La cosa mi ha scosso al punto da spingermi ben oltre il semplice facepalm o il nascondersi dietro a frasi come “se il mondo fosse diverso, se tutti facessimo qualcosa blablà”. Ho provato ad agire.

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La fanpage di Vita a impatto 1 su facebook

È da circa un mese che facebook mi ha congelato il profilo e di conseguenza anche le fanpage associate, non più accessibili né amministrabili.
Così ho creato un nuovo profilo e una nuova fanpage di Vita a impatto 1 e ci sto trasferendo pian piano tutti i fan e le foto smarriti.

Se siete fra quelli che seguivano volentieri quella pagina, vi va di diventare fan di quella nuova?
Questo è il link, e se volete ci sono anche Twitter e Friendfeed, dove sparo qualche stronzata e chiacchiero con gli appassionados di green-itudine.

Grazie!

Torta variegata vegana quasi bio

E SICCOME sono certa che sarete curiosissimi di sapere la ricetta della Torta variegata vegana quasi bio che ho portato al cenone di Natale, ebbene vi accontenterò!

Ricetta della Torta variegata vegana quasi bio:
400g di farina tipo 00 (io ho mischiato farina integrale e farina di riso)
300g di zucchero di canna
3/4 di bicchiere di olio di semi di girasole
1 bicchiere di latte di soia o di riso
3 cucchiai di cacao
aroma di vaniglia
1 bustina di lievito vanigliato
1 cucchiaino di aceto di mele

Sciogliere a fuoco lento lo zucchero coperto a filo con acqua, mescolando finché non si forma della schiumetta. Aggiungere l’olio e mescolare.
Amalgamare in una terrina l’olio e lo zucchero sciolto con la farina e il lievito setacciati fino a ottenere un impasto cremoso.
Dividere l’impasto in due, aggiungere a una parte l’aroma alla vaniglia e all’altra il cacao setacciato. Unire 1/2 cucchiaino di aceto di mele per parte e mescolare.
Versare in una teglia unta e infarinata i due impasti mischiandoli a piacere.
In forno a 180° per 40 minuti.

La mia torta non si è alzata molto, ma forse era per il lievito vecchio, unico ingrediente non biologico insieme all’aroma di vaniglia. La ricetta viene direttamente dal libro La cucina etica, la bibbia dei vegani.

Il risultato? Ottimo per farci colazione o da servire insieme a una qualche crema pasticcera.

Cenone di Natale vegetariano

Questo Natale è stato speciale: io e la mia famiglia ci siamo organizzati per preparare tutti insieme un cenone vegetariano!
Ognuno ha fatto qualcosa, e il risultato è stato una meraviglia! Abbiamo mangiato tutti tanto e bene, assaggiando sapori curiosi e sperimentando ricette.

Ecco le portate: pinzimonio di stagione con yogurt e spezie, vellutata di porri, conchiglioni ripieni di ricotta e spinaci al forno, torta salata ai peperoni, torta di Brie, torta di cavolfiori, torta variegata vegana quasi bio con crema di mascarpone (con uova e burro della fattoria felice).

Questo per me è stato il regalo più bello perché in famiglia non tutti siamo vegetariani ma lo spirito di condivisione ha offuscato anche la più lontana necessità di portare in tavola carne o pesce, anche nelle loro forme più blande.
Sulla tavola sono girati regali fatti a mano, o equi e solidali, perfino riciclati, semplici e utili.
Posso dire quindi di aver trascorso un Natale felicissimo, che ha coinvolto tutti, perfino il piccolo Federico, nipotino nato da due mesi soltanto e già partecipe di uno spirito di allegra condivisione di piaceri e di buona vita.

E come è stato il vostro Natale?

Weleda amore mio

All’inizio del progetto di vita a impatto 1, una delle prime aziende che avevo contattato era la Weleda, famosa per essere produttrice di cosmetici in armonia con natura, uomo e società secondo i principii dell’antroposofia: scienza dello spirito sviluppata all’inizio del XX secolo da Rudolf Steiner. Ha posto le basi per una miglior comprensione dei rapporti tra l’essere umano e il cosmo e per un’azione conseguente. Su queste basi sono nate la pedagogia Waldorf (o pedagogia steineriana), l’agricoltura biodinamica, un’economia a orientamento sociale e la medicina e la farmacia ad approccio antroposofico.

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A me mi piace mangiare bio

Allora, è ormai un po’ di mesi che Il Buonessere mi manda a casa un bel ragazzo con la sua scatola di frutta e verdura bio, ogni due settimane, di giovedì.
E questo comporta che io sia obbligata a cucinare in qualche modo tutta la roba (buona) che mi viene consegnata, sia per rispetto per il cibo in generale, che per il fatto che si tratta di raro e saporito e deperibilissimo cibo che non contiene pesticidi, è più o meno di stagione e a km quasi zero. Dico più o meno perché mi vengono consegnate anche delle banane, ma sono eque e solidali perciò il mio senso di colpa per le emissioni dei trasporti subisce un sincero diminuendo.
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E-book e libri usati: non so se scelgo entrambi


La situazione degli e-book è interessante per me solo nel momento in cui posso scaricare un libro che non troverei in biblioteca e leggerlo con qualsiasi strumento io abbia a disposizione. Il pc, il telefonino, un tablet se sono fortunata.
Per dire.
Ieri sono stata al Salone del libro usato. C’erano dentro più di duecento bancarelle (il sito dice 550, ma gli espositori elencati nel depliant erano 230) che esponevano tutto ciò che i collezionisti e i gli amanti del libro usato e non solo possono sognare.

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