Risotto bislacco scopiazzato ma vegan

C’è che a me i colori piacciono, e le composizioni colorate ancora di più.
Succede che oggi mi è capitato di vedere la foto di questo risotto viola su tovaglia blu e rossa e barbapapà fuxia, e di leggermi la curiosa ricetta.
Succede che nel mio frigo c’era da due settimane un cavolo rosso biologico PERFETTO per questo piatto, manco l’avessi fatto apposta, che se aspettavo un’altra settimana quello scappava sulle sue proprie gambe.
Bene, dopo il lavoro son corsa a casa a provare, per tre motivi: avevo fame, avevo il cavolo,  avevo tutti gli altri ingredienti.
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La mia vita a impatto 1 non finisce qui

Per chi non lo sapesse questo 2011 è stato per me un anno particolare: l’ho trascorso cercando di vivere una vita a impatto 1. Cosa vuol dire “a impatto 1”? Uno è il pianeta che abbiamo a disposizione, e perciò, siccome non possiamo pensare di migrare su Marte o sulla Luna una volta che le risorse saranno esaurite, ho cercato di comportarmi di conseguenza, vivendo una vita ecologica e inquinando in sostanza il meno possibile: all’inizio dell’anno scorso ho compilato il quiz del carbon footprint, un questionario sulle abitudini quotidiane in termini di spostamenti, consumi di energia e acqua, scelte alimentari e stile di vita, e il risultato è stato che per vivere come me sarebbe servito un pianeta virgola quindici, UNO VIRGOLA QUINDICI!

La cosa mi ha scosso al punto da spingermi ben oltre il semplice facepalm o il nascondersi dietro a frasi come “se il mondo fosse diverso, se tutti facessimo qualcosa blablà”. Ho provato ad agire.

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Torta variegata vegana quasi bio

E SICCOME sono certa che sarete curiosissimi di sapere la ricetta della Torta variegata vegana quasi bio che ho portato al cenone di Natale, ebbene vi accontenterò!

Ricetta della Torta variegata vegana quasi bio:
400g di farina tipo 00 (io ho mischiato farina integrale e farina di riso)
300g di zucchero di canna
3/4 di bicchiere di olio di semi di girasole
1 bicchiere di latte di soia o di riso
3 cucchiai di cacao
aroma di vaniglia
1 bustina di lievito vanigliato
1 cucchiaino di aceto di mele

Sciogliere a fuoco lento lo zucchero coperto a filo con acqua, mescolando finché non si forma della schiumetta. Aggiungere l’olio e mescolare.
Amalgamare in una terrina l’olio e lo zucchero sciolto con la farina e il lievito setacciati fino a ottenere un impasto cremoso.
Dividere l’impasto in due, aggiungere a una parte l’aroma alla vaniglia e all’altra il cacao setacciato. Unire 1/2 cucchiaino di aceto di mele per parte e mescolare.
Versare in una teglia unta e infarinata i due impasti mischiandoli a piacere.
In forno a 180° per 40 minuti.

La mia torta non si è alzata molto, ma forse era per il lievito vecchio, unico ingrediente non biologico insieme all’aroma di vaniglia. La ricetta viene direttamente dal libro La cucina etica, la bibbia dei vegani.

Il risultato? Ottimo per farci colazione o da servire insieme a una qualche crema pasticcera.

A me mi piace mangiare bio

Allora, è ormai un po’ di mesi che Il Buonessere mi manda a casa un bel ragazzo con la sua scatola di frutta e verdura bio, ogni due settimane, di giovedì.
E questo comporta che io sia obbligata a cucinare in qualche modo tutta la roba (buona) che mi viene consegnata, sia per rispetto per il cibo in generale, che per il fatto che si tratta di raro e saporito e deperibilissimo cibo che non contiene pesticidi, è più o meno di stagione e a km quasi zero. Dico più o meno perché mi vengono consegnate anche delle banane, ma sono eque e solidali perciò il mio senso di colpa per le emissioni dei trasporti subisce un sincero diminuendo.
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