La mia vita a impatto 1 non finisce qui

Per chi non lo sapesse questo 2011 è stato per me un anno particolare: l’ho trascorso cercando di vivere una vita a impatto 1. Cosa vuol dire “a impatto 1”? Uno è il pianeta che abbiamo a disposizione, e perciò, siccome non possiamo pensare di migrare su Marte o sulla Luna una volta che le risorse saranno esaurite, ho cercato di comportarmi di conseguenza, vivendo una vita ecologica e inquinando in sostanza il meno possibile: all’inizio dell’anno scorso ho compilato il quiz del carbon footprint, un questionario sulle abitudini quotidiane in termini di spostamenti, consumi di energia e acqua, scelte alimentari e stile di vita, e il risultato è stato che per vivere come me sarebbe servito un pianeta virgola quindici, UNO VIRGOLA QUINDICI!

La cosa mi ha scosso al punto da spingermi ben oltre il semplice facepalm o il nascondersi dietro a frasi come “se il mondo fosse diverso, se tutti facessimo qualcosa blablà”. Ho provato ad agire.

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A me mi piace mangiare bio

Allora, è ormai un po’ di mesi che Il Buonessere mi manda a casa un bel ragazzo con la sua scatola di frutta e verdura bio, ogni due settimane, di giovedì.
E questo comporta che io sia obbligata a cucinare in qualche modo tutta la roba (buona) che mi viene consegnata, sia per rispetto per il cibo in generale, che per il fatto che si tratta di raro e saporito e deperibilissimo cibo che non contiene pesticidi, è più o meno di stagione e a km quasi zero. Dico più o meno perché mi vengono consegnate anche delle banane, ma sono eque e solidali perciò il mio senso di colpa per le emissioni dei trasporti subisce un sincero diminuendo.
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Eventi per gente verde


Un promemoria anche per me, che vorrei partecipare a ognuno di questi eventi, ma di cui spesso mi ricordo solo una volta passati. :-P

  • 24 maggio – Leave your FootPrint (Milano)
    Un incontro fra Colin Beavan, Paola Maugeri e me per parlare di vita verde in pratica
  • 31 maggio – 5 giugno – CinemAmbiente (Torino)
    Il Festival CinemAmbiente presenta i migliori film ambientali a livello internazionale e promuove il cinema e la cultura ambientale
  • 345 giugno – Ecologicamente (Macerata)
    Dall’uso responsabile dell’acqua alla riduzione dei rifiuti e alla raccolta differenziata, dalle energie alternative ai nuovi prodotti per l’edilizia, dal risparmio energetico in casa alla finanza etica, dalla mobilità sostenibile al progetto “filiera corta”
  • 4 e 5 giugno – Sagra del seitan (Firenze)
    Un appuntamento con l’etica vegan e la buona cucina senza derivati animali e quindi senza sofferenza
  • 5 giugno – Giornata internazionale dell’Ambiente
    Nell’Anno internazionale delle Foreste il tema del 2011 è dedicato ai polmoni verdi del pianeta
  • 5 giugno – Giornata internazionale del PicNic per la decrescita
    Un PicNic nella tua città per promuovere uno stile di vita basato sul rispetto di tutti gli esseri viventi, che privilegia la qualità della vita e la partecipazione alla socialità
  • 18 giugno – Veggie Pride (Marsiglia, Parigi, Milano)
    Una manifestazione che riunisce i veg*ani contro lo sfruttamento animale. Numerose iniziative (banchetti di degustazione, d’informazione, vendita di materiale militante, musica), incontri, scambi, discussioni tra i manifestanti con esperienze e impegni diversi

LifeGate, così fighi e così poco comunicativi

Sono anni che conosco LifeGate: per un periodo ho avuto la mail presso il loro sito ([email protected], piena di spam fino a scoppiare), ho ricevuto l’iMagazine stampato su carta riciclata e spedito in un imballo biodegradabile, inoltre ho mangiato nel loro ristorante Lifegate Café con gran soddisfazione pel mio stomaco e pei miei occhi (piatti bellissimi e camerieri ancor più belli) e ho ascoltato la loro radio abbastanza spesso. Bella la musica, rassicurante la voce di Claudio Vigolo.

Ma perché tutte queste parole per LifeGate? Due sono i motivi per cui scrivo oggi:

1 – mi stanno antipatici
2 – mi stanno simpatici

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Lovarsi a impatto uno #1

My name is Claudia, I’m Italian and I write to introduce my low impact project, that started a few weeks ago.

It’ll be a one year experiment: I’ll try to reduce my carbon footprint (eating vegan, using the bike and, I hope, solar energy) and part of the project will be the use of “Ethic and Ecologic Sexual Accessories” :-) like vibrators, condoms and so on.

Many friends of mine already ordered condoms in your website, and I’d like to talk about your website and “test” some samples. ;-)

Qualche settimana fa mi sono messa a cercare idee sull’amore a impatto zero.
Non vi stupirete di sapere che ho trovato un intero mondo online: ad esempio esistono i prodotti come contraccettivi, accessori, toys e lubrificanti senza derivati animali né petrolio e cruelty-free (www.thesensualvegan.com), oppure preservativi prodotti con gomma proveniente da coltivazioni biologiche, etiche, eque.

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Mercato dell’usato – Di mano in mano

Questa mattina sono andata a curiosare nel mercato dell’usato dell’impresa sociale Di mano in mano, in viale Espinasse. Data la zona, devo dire che mi aspettavo di ritrovarmi in un posto un po’ grezzo, polveroso e caotico, invece è un grande spazio ordinato e pieno di oggetti di tutti i tipi: cartoline, giocattoli, utensili da cucina, ferri da lana, abiti, libri, complementi d’arredo e antiquariato, pezzi di biciclette, tutto ordinatissimo e tenuto bene.

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Il conto nella Banca Etica

Da qualche giorno ho trasferito il mio conto presso Banca Etica, la banca che opera nel sociale e nell’economia solidale, oltre che nell’ambiente e nel volontariato, e risponde alle esigenze di cittadini responsabili che cercano la giustizia e il rispetto dei diritti umani.

Banca Etica segue i principi della Finanza Etica e permette ai risparmiatori di investire su attività strettamente legate alla responsabilità sociale e ambientale.

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Una domanda e un sogno (Buon Natale!)

Buon Natale, buon Natale!
In questi giorni che precedono la partenza del progetto, incappare nel Natale mi è stato utile. Ancora inesperta e ritardataria, ho sfornato mucchi di biscotti (alcuni buoni, altri meno), sbizzarrendomi con glasse, formine e pacchetti, per regalarli ai più, divertendomi e risparmiando.

Per gli affetti più stretti ho scelto di fabbricare a mano dei qualcosa. Non li elencherò perché non li ho consegnati ancora tutti, ma mi rendo conto di dover affinare la mia manualità. Insomma, carina l’idea del quadretto dipinto con vecchie spezie, ma il genere naif ha fatto ridere perfino me, che sono molto permalosa sulle mie arti.
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