Pulizie di primavera, comincio dalla luce #1

Quando spunta un bel sole primaverile, la domenica è bello mettere un po’ in ordine casa, dopo un bel giro in bici e un pranzo luculliano (vegano).
Da cosa si comincia in genere, per le pulizie di primavera?
Ma dai vetri, naturalmente, per far entrare più luce in casa anche verso sera, ora che le giornate si allungano.
Lavare vetri e tende è una rottura di palle, ma che soddisfazione, alla fine!
Allora procuriamoci una bella dose di aceto bianco e rimbocchiamoci le maniche!

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Chi lo pesa tutto questo vetro?

Il mio periodo con Chi lo avrebbe mai pesato è praticamente terminato. Durante il mese di febbraio ho misurato il volume di tutti i miei rifiuti (vetro, carta, plastica, umido e indifferenziato), ed è ora di raccontarlo qui.

Lo scopo di tutto questo? Capire quanto butto via e cercare di ridurre gli sprechi.
Oggi per esempio ho gettato 2,5kg di vetro, fra bottiglie di olio, aceto e birra, mentre ho conservato quelle del vino, lavate e asciugate per poterle riempire al negozio Vini al bottegone.

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È ora di pensare all’orto sul balcone

Avete presente quello stato mentale di quando si hanno sparse sul tavolo le carte del memory voltate all’ingiù, caotiche e ignote e tutte identiche? E però dapprima la memoria fa uno sforzo micidiale, ma poi man mano che si voltano quelle giuste, sempre più velocemente si ingrana finché la pila di schede accoppiate non diventa altissima, e allora ci si sente vincenti, mentre un attimo prima sembrava tutto un gran mischiume di “boh”.

Ecco, diciamo che la fase del boh è quella in cui mi sento io ora in tema di orto (sul balcone). Premesso, non ho praticamente mai avuto il pollice verde, nemmeno coi soliti cactus che non hanno bisogno che di una goccia d’acqua l’anno. Pure quelli ho matado.

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Energia portami via

Dopo aver combinato un pasticcio con un forno a 250° (ho seguito alla lettera una ricetta per riciclare pastelli a cera, senza farmi domande sulla temperatura eccessiva nonché sbagliata), mi son resa conto di non aver contemplato la riduzione o l’eliminazione dell’uso di determinati elettrodomestici.

Aspirapolvere, ferro da stiro, microonde, forno (la televisione è già stata abolita tre anni fa), e questo l’ho pensato solo dopo aver letto di Steven Vromman, uno di Bruxelles che ha fatto le mie stesse scelte e col quale spero di entrare presto in contatto.

Devo dire prima di tutto che io e il ferro da stiro non siamo mai stati amici, e ne ho sempre fatto uso solo per le camicie o per capi particolari, da indossare in una sera speciale.
Perciò non sarà per me difficile eliminarlo del tutto. Pazienza se sarò un po’ stropicciatina. Al massimo userò il metodo dei single “piega bene e poi mettici sopra un peso“.

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Piccoli pensieri su piccole follie #1

144/365 come alice in quel paese là

Che sono matta come un cavallo me lo son sentito dire svariate volte nella vita.
Del resto non è tutta colpa mia, è genetico, dicono.
E anche i miei amici non sono da meno.

In ogni caso, per imbarcarsi in un qualsiasi progetto che coinvolga la vita tua e quella di molte altre persone intorno e prevede cambiamenti importanti, un po’ di follia ci vuole.
Perciò ecco che mi è venuto il ghiribizzo di cominciare a elencare le cose effettivamente folli o stranelline che faccio nella mia vita a impatto 1. Non resterete stupiti o orripilati, spero, ma forse proverete a ragionare su cosa voglia dire adattare se stessi alle necessità del pianeta, pensando per cerchie: io e i miei famigliari, le amicizie, i conoscenti, l’umanità, il regno animale, l’ambiente. E cercare un’armonia fra sé e il resto intorno.

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Bicarbonato, amico o nemico?

Da quando conosco la Giovane Arrogante, fra le tante altre cose che ho cambiato grazie a lei, non compro più deodoranti, ma uso il bicarbonato.

Fungicida e antibatterico, il bicarbonato (o idrogenocarbonato di sodio) si presta come deodorante per ascelle e piedi, lettiere e frigoriferi, come pediluvio rilassante, disinfettante per frutta e verdura, ravvivante di colori, sbiancante per i denti, lievitante per dolci, ammorbidente per panni, sgrassante e riequilibrante per i capelli, detergente per la casa, e chi più ne ha.

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Il 2050 è oggi

Il mondo sta cambiando, e le previsioni non sono affatto buone. Negli ultimi cent’anni l’inquinamento, la tossicità delle grosse industrie e lo spreco di risorse hanno portato il nostro pianeta sulla breve via dell’inospitalità.

Gli oceani sono acidi, i ghiacciai si sciolgono, la concentrazione di CO2 nell’aria è sempre più alta. Per non parlare delle isole di rifiuti galleggianti, delle discariche a cielo aperto, degli allevamenti intensivi e dell’inquinamento prodotto dal singolo con detersivi, benzina, scelte di vita impattanti.

No, la Terra non è più quella che conoscevamo quando vi siamo “approdati”. Lo sostiene anche Bill McKibben in Terraa: “questo pianeta che non è più lo stesso e va rinominato”.

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Io, le rose e la compostiera (fai da te)

Oggi io e mio padre abbiamo costruito insieme una compostiera domestica.
Io ho messo l’idea e la bassa manovalanza, lui gli “ingredienti” e l’ingegno.
Così ci siamo cimentati nella realizzazione di questo oggettone per riciclare parte dei miei rifiuti, ovvero scarti di frutta e verdura, forse anche carta e gusci d’uovo.
Sui materiali che vi posso gettare ho da farmi un’intera cultura, per non parlare degli usi del compost che otterrò, tanto fertile quanto sano, utile per coltivare sul mio balcone in primavera.
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