Non trovo le parole, perciò: Felice Eco Natale a Tutti!

Quest’anno non so cosa mi sia successo, ma ho voglia del Natale e di tutti i suoi accessori.
Un po’ come Ebezener Scrooge, avevo perso il divertimento del preparare i regali, farli a mano, impacchettarli con stile, e poi quest’anno, chissà come, ho ritrovato quegli stessi piaceri, pimpati dal fatto di essere in un periodo particolarmente creativo e positivo e quindi ancor più in tema natalizio.

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Formiche, ragionamenti sulla guerra fra i rimedi chimici e quelli naturali

Ogni anno nella mia casa milanesa, intorno al periodo primavera/estate, se per caso i miei gatti avanzano due croccantini nella ciotola, questi (i croccantini, non i gatti) vengono immediatamente assaltati dalle formiche.
Montagne di formiche. Tonnellate di formiche, che si arrampicano sulle mie braccia, si nascondono nel mio ombelico e mi usano come ponte per espandersi ai mobili più alti, mi annegano nei bicchieri lasciati sporchi sul tavolo senza che io possa fare nulla per salvarle o persuaderle ad darsene altrove.

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Come ti riciclo il tetrapak: la tenda scacciamosche

Chi beve latte e succhi di frutta, sa quanto sia ancora sommaria l’informazione sul riciclo del tetrapak. Ci sono aziende che si occupano del suo riuso in modo utile creativo, producendo fazzoletti, panno carta, carta igienica, articoli di cancelleria, ma anche artisti e associazioni che danno libero sfogo alla fantasia.

Purtroppo però non in tutti i paesi d’Europa e soprattutto quelli con una debole identità ecologica, ne è del tutto chiaro o diffuso il concetto di riciclo: è di plastica o di metallo? a seconda della città viene gettato in bidoni differenti? e dei tappi che si fa? va lavato e schiacciato e separato? e se questo non viene fatto dai cittadini, viene ugualmente riciclato?

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Fumare fa male [anche] agli animali

Ero sul balcone a fumare quando ho pensato di scrivere questo post.
Sì, perché quando la mia Vita a impatto 1 è iniziata e vi ho detto che avrei smesso, la cosa è durata CONFESSO pochissimo.
Ho però lasciato cadere l’argomento, fumando di nascosto il tabacco più naturale possibile, riducendo così il numero di sigarette e ingannandomi come fan tutti, poi usando le cartine non sbiancate chimicamente, i filtrini di cartoncino riciclato, il portacenere tascabile per non buttare i mozziconi in terra.

Razza di idiota.

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La mia vita a impatto 1 non finisce qui

Per chi non lo sapesse questo 2011 è stato per me un anno particolare: l’ho trascorso cercando di vivere una vita a impatto 1. Cosa vuol dire “a impatto 1”? Uno è il pianeta che abbiamo a disposizione, e perciò, siccome non possiamo pensare di migrare su Marte o sulla Luna una volta che le risorse saranno esaurite, ho cercato di comportarmi di conseguenza, vivendo una vita ecologica e inquinando in sostanza il meno possibile: all’inizio dell’anno scorso ho compilato il quiz del carbon footprint, un questionario sulle abitudini quotidiane in termini di spostamenti, consumi di energia e acqua, scelte alimentari e stile di vita, e il risultato è stato che per vivere come me sarebbe servito un pianeta virgola quindici, UNO VIRGOLA QUINDICI!

La cosa mi ha scosso al punto da spingermi ben oltre il semplice facepalm o il nascondersi dietro a frasi come “se il mondo fosse diverso, se tutti facessimo qualcosa blablà”. Ho provato ad agire.

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