Semi, un viaggio all’origine del mondo vegetale con Thor Hanson

“Raccontare la storia dei semi ci aiuta a ricordare il nostro legame con la natura: le piante, gli animali, il suolo, le stagioni e lo stesso processo evolutivo. La riscoperta di quel legame, poi, non è mai stata tanto importante come nella nostra epoca, un tempo in cui, per la prima volta, oltre la metà della popolazione umana vive nelle città.”
Questo libro è un’avventura nel tempo e nello spazio.
Viaggerete attraverso epoche lontanissime in cui felci (dotate di spore) e piante coi semi si contendevano ogni angolo di territorio, per osservare come le felci, limitate agli ambienti umidi, siano state soppiantate da piante in grado di sviluppare intelligenze sopraffine e di evolversi per meglio impollinarsi vicendevolmente sfruttando il vento, gli animali, gli insetti e le altre piante, dando forma a tanti diversi frutti golosi o appiccicosi per sfruttare l’ambiente a proprio vantaggio, fino al periodo attuale in cui piante e semi costituiscono il nostro pane quotidiano.
In milioni di anni si sono spostate, adattate, moltiplicate fino a creare le innumerevoli specie di cui ci nutriamo ogni giorno: pane, cereali, riso, legumi, caffè, ogni tipo di frutto, ogni tipo di ortaggio, le piante sono importantissime ed estremamente creative ma anche molto delicate e soggette a estinzione, anche e soprattutto a causa della mano umana.
E questo è riconosciuto in tutti i centri di raccolta di semi antichi e rari, immensi frigoriferi sotterranei in cui tutto è catalogato e conservato perché tutte le specie della flora del mondo possano preservarsi (in caso di apocalisse?).
Improvvisamente scoprirete un nuovo interesse per le polverose teche dei musei di storia naturale, dove le forme di semi dalle origini preistoriche con le loro curiose ali o la loro capacità di saltare molto lontano grazie alla forza propulsiva del frutto che si apre, o la loro appetibilità per molte specie animali vi conquisteranno come un romanzo in cui vi sentirete parte ancor più integrante di quel mondo naturale che ancora vive e prolifica sotto i nostri piedi.

Curiosa la storia del figlio dello scrittore che, in una certa fascia di età dell’infanzia in cui si sente il bisogno di catalogare la realtà in due poli opposti, chiedeva continuamente al papà se gli oggetti e ogni cosa della realtà si seminassero o no.
Ancor più curiosa la faccenda della coevoluzione: piante capaci di sviluppare un guscio così duro attorno ai frutti, tale da poter essere rotto da pochi animali, in modo da preservare una parte di semi per potersi moltiplicare e contemporaneamente nutrire la fauna dei dintorni.
O l’incredibile tenacia delle graminacee, che riescono a produrre una quantità tale di semi, che quasi senza avere bisogno di terra germogliano in ogni dove, da essere la specie più diffusa nel mondo o ancora la bardana, che si aggrappa talmente bene al pelo degli animali e ai maglioni degli umani da aver ispirato l’invenzione del velcro.
Da quando ho letto questo libro, osservo i semi con occhi nuovi. Oltre ad aver sempre rubato, negli ultimi anni, tutti i tipi di semi possibili da ogni bosco, parco o giardino che si rispetti, adesso cerco di immergermi anche nella loro misteriosa antichità: quanta strada hanno fatto per arrivare qui da noi con quest’aspetto? Hanno raggiunto la perfezione? Sopravviveranno di certo alla caducità della specie umana, e questo fa della natura la cosa forse più misteriosa eppure così ovvia e semplice con la quale mi stia rapportando ora.
Buona lettura!

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