“Siamo Jolly”, lavori vari ed eventuali

Se a Milano prima di conoscerci, entrambi ci impegnavamo in un impiego per volta, al massimo due, in questi cinque anni in cui abbiamo vissuto qui io e John ci siamo completamente reinventati e proposti nei più svariati modi, cominciando pian piano a conoscere le persone e le aziende del territorio, e facendoci conoscere come “i Milanesi quelli strani”. Strani in senso buono. Quasi sempre.

Il nostro senso di “reinventarsi” non è stato, nel nostro caso, “inventarsi un nuovo sé e una nuova professionalità”, ma piuttosto “adattarsi alle diverse occasioni offrendo capacità ed esperienze più o meno solide”. E molte sono state le cose che abbiamo imparato – letteralmente – sul campo, come raccogliere e coltivare frutta e verdura, in che modo e in che stagione, o maneggiare un macchinario agricolo o ancora aiutare un disabile ad alzarsi e a mangiare.

Da che siamo approdati in questa vita di campagna, abbiamo cercato di darci da fare in tante maniere, svolgendo lavori temporanei, stagionali, a chiamata o su ordinazione.
Sia io che John abbiamo esperienza in diversi campi, lui ha studiato come odontotecnico ma è anche esperto cuoco e cameriere, e non ci è voluto molto per combinare tutte queste capacità e sfruttarle al meglio.
La manualità acquisita nei suoi studi e la fantasia gli hanno permesso di diventare un discreto falegname, oggi “famoso” come Il Falegnomo: ha costruito letti e armadi, mobiletti e scaffali, oggetti di artigianato come bellissime lampade intagliate in zucche (coltivate da noi) e comodi sgabelli da “seduta”, i celeberrimi Pløf.
Per alcuni mesi ha lavorato anche come maggiordomo in un agriturismo per il quale le migliori recensioni erano dedicate a lui, alla sua professionalità e grande capacità di accogliere tutti con un gran sorriso.
Ora fa il corriere, contemporaneamente studia ed è felice.

Io, dal canto mio, avendo lavorato a Milano in agenzie di comunicazione (e anche in bar e ristoranti), ho subito installato la WiFi anche qui, e ogni tanto mi capita ancora di seguire qualche piccolo progetto online.
Nella vita reale, invece, ho trovato lavoro in un campo di fragole per tre anni di fila (raccolta ad aprile e piantagione ad agosto, e la mia zona lombare ancora ne risente), nella vendemmia presso la Cantina Pianbello, in qualche giardino di amici di amici dei vicini dove fare un po’ di manutenzione e pulizia. Son stata cameriera in un agriturismo, badante e collaboratrice in una casa privata con bed & breakfast annesso, donna delle pulizie e al momento collaboro con la proprietaria di un’azienda agricola nella gestione di ospiti, prenotazioni e attività varie.

Non è facile trovare subito lavoro, avere un’automobile o un mezzo a motore è essenziale, e spesso è il passaparola ad aiutare di più.
C’è stato un tempo in cui mi bastava essere su linkedin per cambiare azienda ogni due anni, un contratto a progetto, un tempo pieno in ufficio, lunedì venerdì, nove diciotto ed ero a posto.
Ora non sarei più a posto, così. Quello che cerco ora è la varietà, il giusto equilibrio fra lavoro all’aria aperta, immerso nella vita concreta e lavoro virtuale, e il movimento, la ricerca e anche un tempo libero gestito in modo indipendente e vario. Sta funzionando. Ci sto riuscendo.

E poi ci sono anche i lavori non pagati, quelli che facciamo per noi.
Ci pensavo ieri, mentre scoccava la quinta ora trascorsa a zappare e trapiantare roba nell’orto. Tutto il tempo che dedico al giardino e all’orto è tutto tempo che potrei spendere diversamente. Potrei comprare gli ortaggi e la frutta e lasciare che giù dalla discesa davanti a casa le canne invadano tutto il terreno. Potrei lasciare che le gramigne si espandano strisciando sotto tutte le piante aromatiche e decorative togliendo loro energia e spazio e invece no, le strappo regolarmente, zappetto il terreno, concimo, strappo, zappetto, concimo, pacciamaturo, sposto, trapianto, semino, poto, zappetto ecc.

Le api, poi, richiedono più o meno impegno nei diversi periodi dell’anno, e se stanno bene, in salute e sono ben curate, regalano chili e chili di miele che non scade praticamente mai, non richiede lavorazioni ed è uno degli alimenti più preziosi e buoni dell’Universo Mondo.

È bello lavorare così.

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