Il miele d’acacia

A maggio scorso abbiamo smielato il primo miele, ed era miele di acacia. Raro, trasparente, dal profumo e dal sapore molto delicati ma inconfondibili.

Nei primi due anni da apicoltrice (ho iniziato a luglio 2016) avevo solo raccolto un po’ di melata, il primo anno ben 15kg dalle mie prime quattro famiglie, il secondo 10kg da due famiglie, e quest’anno siamo a quota 2kg di acacia e 15kg di millefiori da quattro splendidi alveari in salute e belli ricchi. La melata arriverà a fine agosto.

Il miele d’acacia, uno dei più richiesti e amati in Italia, ha subito un forte rialzo dei prezzi negli anni passati soprattutto a causa del clima avverso: nei periodi delle grandi fioriture ha sempre piovuto tanto e a lungo, così che le api non sono mai riuscite a trovare nettare in quantità. Quest’anno pare che sia andata meglio, la primavera è stata un po’ più soleggiata, e io ho avuto la fortuna di poter prelevare il primo telaio da miele da una delle famiglie delle mie operose api, e di gustare un po’ del loro meraviglioso raccolto. Acacia purissima, oserei dire, super trasparente, il cui sapore punge al fondo della gola. Quasi liquido, cola dal cucchiaino al pane alle mani ed è quasi sconcio osservare qualcuno assaggiarlo.
Sento sempre di essere privilegiata quando ho l’occasione di godere dei frutti del lavoro mio e delle mie amate api. Nonostante mi senta sempre in difetto, mi piace pensare che, anche se vengo punta spesso, insieme lavoriamo per il loro benessere e per quello dell’ambiente circostante, grazie alla preziosa impollinazione, il più importante dei “prodotti” del lavoro di questi straordinari e delicatissimi insetti.

Robinia pseudoacacia L.
Famiglia: Papilionaceae – Fabaceae

L’acacia è un albero che cresce fino a 25 metri, ha foglie composte imparipennate (dispari), fiorisce da aprile a giugno. I fiori sono grappoli bianchi pendenti e il loro intenso profumo si può sentire fino a lunga distanza. I frutti sono legumi bruni, glabri e penduli, con 10-12 semi.

Nomi popolari: Gaggìa, Acacia, Robinia, Falsa acacia, Spina de Noussignor, Parasol, Agàz, Marugon.

Proprietà: antispasmodico, colagogo (stimola la contrazione della cistifellea), emolliente, tonico.

Impieghi: con i fiori non ancora aperti si possono preparare deliziose frittelle e frittate, sciroppi, infusi, acqua profumata da bagno, un vino tonico. Semi, corteccia e foglie non sono utilizzati. Le radici sono dolci ma molto tossiche.

Curiosità: prende il nome dal botanico Jean Robin, che nel 1601 ne ottenne i semi dall’America settentrionale. In Italia venne diffusa due secoli dopo, e da solo cent’anni è considerata importante per le foreste: si adatta a tutti i tipi di terreno e consolida le pendici franose.
Le sue infiorescenze sono molto amate dalle api e dagli apicoltori per il ricchissimo nettare da cui proviene il delizioso miele d’acacia. La pianta in fiore non va confusa con il Glicine (bianco, lilla o rosa) dai rami lianosi e rampicanti, né con il Maggiociondolo che fiorisce nello stesso periodo, è giallo ed estremamente tossico.

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