Semina, cura, raccolto, riposo: le quattro stagioni

Da oggi le quattro stagioni hanno un nuovo senso, per me.
Nei mesi di maggio e giugno ho partecipato a una delle attività stagionali delle vigne, le stesse vigne in cui ho vendemmiato negli anni scorsi, dell’azienda Pianbello a Loazzolo.
Di filare in filare, abbiamo “riordinato” i tralci troppo cresciuti, facendoli passare nei fili di sostegno, strappato i germogli dai ceppi vecchi (scarzolatura), tagliato i “bastardi”, i rami non utili alla produzione dell’uva, tolto i rami doppi per dare più energia a un minor numero di grappoli.

Questi sono solo alcuni dei lavori che si svolgono nei vigneti, e l’anno prossimo mi piacerebbe anche imparare la potatura, che non deve essere facile. Così come non è facile la scalzolatura, né lo è la vendemmia.
Lavori intensivi che seguono il corso della natura, se piove, se c’è troppo sole, se le erbacce hanno preso il sopravvento, se i caprioli e i cinghiali si son mangiati tutti i germogli, tutto concorre al buon risultato finale della vendemmia.
E prendere parte non solo al raccolto ma anche al mantenimento delle piante, rende più comprensibile il senso di circolarità e di impegno di ogni agricoltore, per il quale ogni attività è scandita dalle stagioni, e tutte le stagioni hanno il loro motivo d’esistere.

E così la primavera non è più soltanto fatta di margherite e violette e aria fresca, ma è preparazione del terreno, semina, grandi piogge e primi tepori. Nella primavera crescono le prime piante, o cacciano nuovi germogli, e il lavoro è fatto di mantenimento, cura, controllo delle erbe infestanti e grandi speranze. Il nocciolo, il tarassaco, i ciliegi e l’acacia in fiore danno i primi nutrimenti alle api. Le piantine seminate precocemente cominciano a fiorire. Poi fragole, fave, ciliegie sono i primi frutti interessanti, perché piantati l’anno precedente prima dell’inverno.
La primavera è variopinta come un arlecchino festoso.

Ecco. #fiori #flowers #primavera #spring #colori #colours #voglioviverecosí

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L’estate è il periodo del raccolto ma anche della semina delle piante invernali, che dovranno essere protette dal troppo caldo. Fiori e poi frutti e semi, tutto, spesso, in una volta sola: zucchine tutti i giorni per una settimana intera, pomodori per tutto il mese di luglio, fagiolini e piselli, frutta, frutta a non finire, e poi i semi dei fiori trovati nei boschi, dei pomodori più gustosi e del melone più dolce; le aromatiche da raccogliere e da far seccare.
L’estate è gialla come i girasoli.

(R)estate a Casa Selz. #girasoli #sunflowers #summer #estate

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L’autunno è il tempo degli ultimi raccolti e della preparazione per il riposo della terra e delle mani stanche.
La vendemmia è l’ultimo sforzo ed è il risultato finale di tutti questi lavori. Si gusterà il vino nelle fredde sere d’inverno.
Si accumula la legna, si raccolgono gli ultimi frutti per le conserve invernali, i pomodori verdi per una ricettina sott’olio, qualche castagna, qualche caco, si concima la terra e si invernano le api.
L’autunno è profumato e rosso, rosso come l’ultima lingua di una fiamma che si sta spegnendo.

#milanomia #fall #autunno

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In inverno, per fortuna, non si fa molto. Al calduccio si puliscono gli attrezzi, si mettono da parte i vasi, si ritirano le piante e la casa diventa un giardino botanico. Si dipinge, si legge, si mangia, si riposa, si imbarattola il miele, si progettano i lavori futuri nell’orto.
L’inverno è desaturato, rallentato, compensa la tanta luce dell’estate e le mille attività con un rassicurante buio e una maggiore lentezza.

È quasi primavera. O no?

Un post condiviso da Vita a impatto 1 – BeeYourSelz (@vitaimpatto1) in data:

Gratitudine, la mia parola chiave del momento.

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