Macaoni e Papilionaceae

Nel mio immaginario la parola Sapienza significa l’insieme del Sapere e dell’Esperienza. Lo associo spesso ai miei pensieri sul rapporto che ho con la Natura, sulle piante e i loro cicli, la fauna selvatica e i suoi habitat, l’ambiente nel suo insieme, e soprattutto a ciò che mia mamma e mia nonna attraverso di lei e altre importanti donne mi hanno trasmesso in tema di piante spontanee officinali da conoscere, tutelare e saper utilizzare.

In questi anni di vita di campagna (ormai quasi cinque!!) e di apicoltura (quasi tre!!!), in particolare ho prestato attenzione a ciò che cresce spontaneo nei dintorni di casa e a ciò che porta nutrimento alle api, come l’acacia, il tarassaco, il ciliegio, l’edera che qui fioriscono in abbondanza.
Così man mano stiamo dando forma al nostro giardino seminando fiori amici delle api e che nutrono il terreno, come la facelia, la senape, il papavero, e rubiamo in giro piante e semi che come per miracolo riusciamo a far ambientare come la ruta, il malvone, il trifoglio, la calendula. Ogni anno raccolgo semi dei fiori su cui le api sembrano fare festa, e ogni anno il prato e il terreno che abbiamo a disposizione per orto, api e giardino diventa sempre più bello e fiorito.

Oggi sono successe due cose: io e John abbiamo scovato due macaoni sulla nostra ruta e ho incontrato una pianta della famiglia delle Leguminose che non avevo ancora mai visto.

La mia amica Neva che tutto sa su insetti e affini mi ha detto che il macaone (Papilio machaon) è una meravigliosa farfalla che, quando è ancora in forma di bruco si nutre di piante della famiglia delle Apiaceae come finocchio, carota e prezzemolo ma non disdegna neanche la ruta. E sulla ruta ritorno perché è una pianta che mi fa pensare alla mia amica Manuela, carissima amica del cuore che ho incontrato anni fa grazie a BlablaCar, e quando sono andata a trovarla ho rubato quel ciuffetto di ruta puzzolente dal bosco che ora vive circondato da un bellissimo cespuglietto di saponaria ed è ora abitato da due splendidi grassi macaoni.

Le mattine in casa selz si sogna di volare #papiliomachaon #macaone #caterpillars #nature #casaselz

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Curiosa anche la questione della famiglia delle Apiaceae. Quando mi sono preparata per la passeggiata nel bosco insieme alle partecipanti del corso di cosmesi naturale con Tatiana Maselli, mi sono informata a fondo su alcune delle piante che crescono spontanee in queste zone del Piemonte e ho imparato un mondo di cose sul nome delle famiglie delle piante e le loro classificazioni, le caratteristiche che le accomunano, gli usi nell’antichità (una volta si andava nei boschi a raccogliere piante a scopi alimentari, curativi e anche magici, oggi non più), e quella delle Apiaceae era ancora una famiglia per me sconosciuta. Si tratta semplicemente delle Ombrellifere, che si distinguono proprio per le infiorescenze a ombrella e di cui fanno parte angelica, coriandolo, levistico, cicuta, carota, prezzemolo, finocchio e cumino.

L’altra storia, a proposito di famiglie, è quella delle Leguminosae: accomunate da foglie composte di foglioline dispari (ma l’arachide le ha pari eppure è una leguminosa) e da frutti a legume, alcune sono leguminose ed è inaspettato. Lo sono l’acacia, il glicine, tutti i legumi (infatti si chiamano anche Fabaceae, da fava), il trifoglio, la liquirizia, la mimosa, la ginestra, il carrubo. Oggi, andando a lavorare in vigna (in questo periodo si fa l’acconciatura alle piante), mi sono fermata per fotografare l’ennesima bellissima leguminosa (si chiamano anche Papilionaceae, da Papilion = farfalla, per la forma dei fiori) che cresceva spontanea al bordo di una stradina.
Nella foto, la leguminosa misteriosa (veccia? pisello odoroso? help?), i fagiolini del mio orto e un’altra leguminosa di cui mi sfugge il nome ma che cresce spontanea ovunque e ha sfumature di tutti i rosa e viola che potete immaginare (erba medica? veccia silvana?). Uno spettacolo che sempre mi incanta.

Credo che avrò molti semi da raccogliere nei prossimi mesi, per poter portare queste meraviglie a Casa Selz.

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