Viaggio a San Martiño de Ozón sul cammino di Santiago de Compostela

All’inizio di febbraio sono stata per una settimana a San Martiño de Ozón a trovare il mio amico Michele e i ragazzi che abitano con lui in un antico monastero del XII secolo, che attualmente è un rifugio per pellegrini sul cammino di Santiago de Compostela.


Di solito ci si arriva dopo aver superato Santiago di circa cento chilometri in direzione di Finisterre, sull’oceano, dove la tradizione vuole che i pellegrini compiano un bagno di purificazione, brucino un indumento indossato durante il cammino e raccolgano una delle conchiglie che si trovano sulla spiaggia.
Io da Milano ho preso un aereo per Santiago e poi un pullman in direzione Muxia, sono scesa alla fermata di San Martiño de Ozón, cento metri a piedi ed eccomi arrivata. :-D Il cammino sarà per un’altra volta.


>> Il monastero e i dintorni

Il monastero di San Martiño de Ozón è gestito da un numero variabile di persone, di solito si tratta di pellegrini che decidono di prolungare la loro permanenza e finiscono col viverci per mesi o anni, oppure viaggiatori che vengono a conoscenza di questo luogo e ci restano per un po’.
Durante l’anno c’è un periodo in cui arrivano molti pellegrini e ogni giorno viene preparata la colazione e i numerosi letti sono continuamente occupati. Anche nel lunghissimo granaio (famoso per essere il secondo più lungo d’Europa) ci sono alcuni alloggi ed è facile adattarsi con un letto, una coperta, cibo e una bella doccia calda.

L’ospitalità è d’obbligo e chi non ha soldi da donare può dare una mano nell’orto, in cucina, con le pulizie della casa o la gestione degli animali e magari imparare anche qualcosa di nuovo. Galline, oche, anatre e pecore popolano il pollaio e il grande prato antistante e la vista dalla grande sala da pranzo è meravigliosa anche quando piove.

>> I lavori nell’orto

In inverno invece si lavora al mantenimento della casa, ai compiti quotidiani ben gestiti e rispettati da tutti e alla preparazione dei pasti per il gruppo. Il meraviglioso orto dalla terra nera e fertile dispensa splendidi gustosi ortaggi e frutta a volontà, e a volte si possono anche assaggiare formaggi fatti in casa e la carne degli animali qui allevati.

La mia vacanzina è stata in un periodo in cui non passa molta gente. Solo un uomo sulla settantina è arrivato con un ginocchio mal messo ed è rimasto per tre giorni, il tempo per riposare e riprendere il cammino.
Io ho cercato di dare una mano e di imparare quanto più possibile da Michele che si occupa dell’orto, degli animali, della produzione pane e da Dena, che mi ha insegnato a fare il formaggio e poco ci mancava che facessimo anche il sapone!

>> La produzione dei formaggi

Ogni domenica nella chiesetta di fianco al monastero si svolge la messa con gli abitanti dei paesini limitrofi e le voci allegre del coro riempiono le navate.
Le strade che si snodano nei dintorni attraversano boschi di eucalipti e pinete, fino ad arrivare all’oceano maestoso e blu, e ovunque si trovano segni del cammino, cartelli con indicazioni per rifugi e locande.
È un posto che vale la pena conoscere, sia per le persone che lo abitano, che per la vita di paese, che per i paesaggi e il buon cibo e il contatto puro con la natura.

Grazie amici per l’ospitalità e per avermi dato un posto in più da chiamare “Casa”.

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