Come difendere le api senza essere apicoltore

Le api sono in pericolo, lo sentiamo in radio e alla tv e lo leggiamo su tutti i giornali: i pesticidi e l’inquinamento ne decimano le popolazioni, i cambiamenti climatici sballano le stagioni, le varie malattie che le affliggono sono da combattere e in generale bisogna fare qualcosa per salvaguardarle.
Ma cosa può fare davvero una persona che non può impegnarsi nell’attività di apicoltura?

Per questioni di esigenze, interessi, mancanza di tempo, di denaro o di spazio, non tutti possono impegnarsi concretamente nell’allevamento e nella tutela delle api, of course.
Però tutti vorremmo, credo, aiutarle e proteggerle, poiché la loro estinzione comporterebbe la fine di quasi un terzo dei nostri alimenti, e però non è molto chiaro come si possa fare: finanziare un apicoltore? adottare delle api a distanza? scegliere sempre prodotti che provengono da aziende che non usano pesticidi?

Ecco le azioni che secondo me chiunque, anche chi vive in città, può compiere per preservare questa risorsa inestimabile, una risorsa purtroppo ancora poco studiata nelle scuole e ignorata dai più, e che a mio parere tutti dovremmo conoscere, sia per il suo valore intrinseco che per la quantità di nozioni interessanti e incredibili che si possono imparare a riguardo.

Anche un fiore può essere d’aiuto
Ok, non tutti hanno un giardino, non tutti hanno un balcone e nemmeno, a volte, un davanzale adatto ad alcun tipo di coltivazione. Si tratta di casi abbastanza rari, dato che tante persone oramai sono in cerca di un piccolo spazio verde dove trovare pace e conforto, e a volte si tratta anche solo di un vasetto di cactus su uno scaffale.
Ecco, se proprio io non avessi nessunissima possibilità di coltivare alcunché in casa mia, potrei: regalare piante agli amici che hanno spazio, creare bombe di semi con cui riempire di fiori la mia città, trovare un po’ di tempo per dedicarmi a un pezzettino di orto in adozione, a un giardinetto urbano nel mio quartiere, alle iniziative e ai corsi di agricoltura e apicoltura biodinamica utili anche solo “per saperne di più”.

Tagliare il prato il meno possibile
Se invece il giardino c’è, una delle cose più controcorrente ma anche più utili che si possono fare è lasciare che le erbacce crescano alte e felici: papaveri e fiordalisi, trifogli, tarassaco, margherite e camomilla e persino l’ortica sono piante umili che però costituiscono un ottimo nutrimento per le api, in particolare nei periodi che intercorrono fra le grandi fioriture come l’acacia, il tiglio, il castagno. Tagliando di rado l’erba del giardino, non solo aiuteremmo il prato a mantenere il giusto grado di umidità nei mesi di siccità, ma daremmo agli insetti un aiuto e una piccola fonte di sostentamento in più.
Il mio giardino non aveva un bellissimo aspetto quando ho lasciato i trifogli crescere rigogliosi e disordinati, ma a guardare più da vicino, quello che sembrava un prato trascurato era invece un banchetto gioioso di insetti di tutti i tipi.
Intorno al mio orto, per pigrizia, non ho tagliato una certa erbaccia che cresce praticamente ovunque, e pochi giorni fa ho scoperto che si tratta di meliloto bianco, MOLTO gradito alle api, che anche ora stanno bottinando felici intorno a quelle migliaia di fiorellini sottili e profumati. Taglierò e pulirò quando sarà tutto sfiorito.

Limitare insetticidi e pesticidi e sperimentare metodi naturali come consociazioni e macerati
Una cosa che mi colpì molto al corso di apicoltura fu la scoperta che tanti prodotti chimici usati dagli agricoltori non solo uccidono gli insetti impollinatori, ma agiscono anche sul sistema di geolocalizzazione che le api usano per poter fare ritorno alla propria casetta, e che quindi fa perdere loro l’orientamento e le poverine non possono far altro che lasciarsi morire, poiché un’ape da sola (non una solitaria) è come una cellula separata dal suo organismo: non può sopravvivere.
Quindi, posto che non sto parlando agli agricoltori ma a persone che al massimo hanno un terreno con qualche albero da frutto e un bell’orto, l’uso di pesticidi e insetticidi dovrebbe essere ridotto il più possibile, se non eliminato. Si possono sopportare un po’ di formiche in cucina nel periodo della grande invasione? La cannella, il borotalco, il bicarbonato le tengono lontane senza ucciderle e senza intossicare l’ambiente di casa. Io in questo momento le sto attirando su un pezzo di frutto maturo che scaglierò fuori dalla finestra non appena ne sarà ricoperto. Le rose sono ricoperte di afidi? Il macerato di ortica, che si può preparare in casa o comprare, è una bomba contro i parassiti ed è anche un ottimo fertilizzante. E poi si possono allevare le coccinelle, che ne vanno ghiotte (vedi più sotto come costruire una casetta per gli insetti). La pianta di pomodoro viene aiutata dal basilico, se crescono insieme nello stesso vaso, per allontanare gli insetti e i parassiti dannosi e addirittura per migliorare il sapore e il profumo dei frutti. Che poi sembra una stupidaggine, ma sembra proprio che pomodoro e basilico si sposino perfettamente in ogni occasione.

Affidare un pezzo del proprio terreno all’apicoltura nomade
E se avete un fazzoletto di terra in una zona favorevole e circondata da belle fioriture spontanee come l’acacia, o anche da campi coltivati a girasoli, colza o altro, potete lasciare che un apicoltore nomade porti le sue arnie nel vostro terreno per qualche tempo. Aiutando le api aiuterete le vostre coltivazioni a crescere più rigogliose. Sarà una mia fissa ma secondo me il nespolo, quest’anno, ha prodotto il triplo dei soliti frutti anche grazie alle mie apine.

Dedicarsi all’apicoltura / urbana
E se il terreno c’è o il tetto del vostro palazzo è a disposizione, e se avete tempo e voglia, frequentate un bel corso di apicoltura e cominciate, ovviamente rispettando tutte le regole e le leggi necessarie per praticare un’apicoltura corretta, sicura e legale :-)
Le api in città sono inoltre un importante strumento per la misurazione dell’inquinamento atmosferico. Forte, no?
Comunque di apicoltura urbana so ancora poco (per esempio non si può mica installare un apiario sul balcone così come se niente fosse: ci sono distanze da rispettare e molto altro da sapere, e io che mi pensavo), ma approfondirò.

Comprare miele italiano e biologico
Perché italiano e perché biologico? Italiano per favorire il commercio locale, per ridurre le emissioni dei trasporti, perché in Italia abbiamo meravigliose e floridissime fonti nettarifere e la biodiversità è un bene da valorizzare e proteggere.
Biologico perché secondo le norme in vigore la produzione di miele bio prevede che si utilizzi cera esente da residui, che non vengano usati pesticidi, antibiotici, antiparassitari, né particolari trattamenti chimici per la lotta alla varroa e alle altre malattie, e il prodotto non deve essere pastorizzato (il che permette al miele di mantenere tutte le sue qualità). E se i campi nei dintorni sono pieni di pesticidi? Le analisi di laboratorio daranno o meno il permesso di etichettare come biologico il proprio miele.

Appendere a un muro esposto a sud una casetta per gli insetti
Non solo le api sono importanti nell’impollinazione di tantissime piante e nel mantenimento degli equilibri naturali di flora e fauna, ma anche farfalle, falene e perfino le api solitarie, che peraltro non pungono! Le casette per gli insetti costituiscono un utile rifugio in ogni stagione poiché simulano i luoghi in cui i nostri piccoli amici si infilano per deporre uova o per trascorrere l’inverno. Qui un simpatico video per costruire una casetta per le coccinelle con una scatola di legno e del bambù.

Partecipare alle petizioni per l’abolizione dei pesticidi nelle piantagioni
Salviamo le api, di GreenPeace, ha come scopo l’eliminazione in tutta Europa dei principali pesticidi a favore di un’agricoltura sostenibile ed ecologica. Molte e frequenti sono le petizioni per proteggere la natura, e una firma non costa niente.

There are so many plants in our fields and gardens and in the wild that are so common we
can often take them for granted: apples, raspberries, oxeye daisies, foxgloves, oil seed
rape, to name just a few.
But they could not flourish without their pollen being spread by bees and hundreds of
species of other insects – hoverflies, wasps, moths, beetles and butterflies.
If these pollinating insects went into serious decline, the health of our £100bn food
industry, which is at the heart our economy, would be damaged. Without the service
nature provides, some of that food would become a lot harder to grow and more
expensive.

Department for Environment, Food and Rural Affairs.

`Share the ideas you like`

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*