Le dieci cazzate che un apicoltore non dovrebbe mai fare

Dal 22 giugno 2016 a oggi, quasi un anno intero, la mia esperienza con le api mi permette di elencare già una lunga serie di stupidate che un apicoltore non dovrebbe proprio fare, no.

Con questa piccola lista vorrei sì divertirvi, ma anche essere utile a chi, come me, ha deciso di imbarcarsi in questa meravigliosa e importante impresa che è la salvaguardia delle api, e però voglio anche consolarmi col pensiero che ogni apicoltore alle prime armi abbia dovuto esperire situazioni anche traumatiche (come il collasso totale di un alveare, uno spettacolo tetro e demotivante), per poi avere sempre più chiaro come comportarsi con le api e il loro dignitoso lavoro: in particolare un buon apicoltore dovrebbe mirare, secondo me, ad avere sempre dubbi sulla giustezza del proprio lavoro, e continuare quindi a studiare, informarsi e formarsi, ed essere invece molto sicuro di sé nelle azioni, sempre mirate e meno invasive possibile, per lavorare nel rispetto totale delle api, della loro salute e dei loro cicli naturali.
E poi, se capita, c’è anche un po’ di miele da raccogliere.

Ecco cosa un apicoltore non dovrebbe MAI fare:
– maneggiare senza cura i telai e le varie parti dell’alveare: covata, api o regina spiaccicate o rovinate, punture assicurate, casini
– asportare un pungiglione dalla pelle pizzicandolo, e non facendolo saltare via con un’unghia: tutto il veleno viene spremuto nella carne e poi son dolori
– dimenticare di conservare correttamente i telai da nido non utilizzati: la schifosa tarma della cera è sempre in agguato
– supporre che una famiglia sia orfana senza essersene assicurato al 100% prima di agire
– supporre che una famiglia abbia la regina viva, sana e feconda senza averne la certezza al 200%: la famiglia invecchia e collassa se non riesce ad allevare una regina nuova
– trascurare l’importanza del tempo necessario per riflettere su cosa fare: pochissime cose vanno fatte d’impulso o di fretta, come il recupero di uno sciame
– sottovalutare, surrogare, dimenticare o postporre i trattamenti contro la varroa e tutte le possibili malattie
– dimenticarsi di scrivere appunti e note, ignorare il calendario, sottovalutare l’imprevedibilità delle stagioni
– fidarsi solo della propria memoria: sempre cercare conferme nei quaderni, i libri i manuali e i forum di apicoltura
– rimanere senza attrezzature al momento del bisogno: no comment.

Ecco, ora mi sento meglio. Un po’ come essersi confessati dopo una serie di efferati peccati. :-)
Alla prossima!

`Share the ideas you like`

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*