Un salto in India

Dentro un unico viaggio si possono compiere innumerevoli altri viaggi, io credo.
Anche se per breve tempo, durante questa avventura di due settimane credo che diversi piani della mia coscienza https://www.acheterviagrafr24.com/achat-viagra-en-ligne-suisse/ siano stati toccati, compresa quella ambientale.
Il mese scorso sono stata in India per circa quattordici giorni, prima a Goa (Cavelossim Beach) per il meraviglioso evento CapoeirAsia e poi ad Auroville a trovare una nuova amica, e credo che qualcosa dentro di me si sia avviato a un cambiamento di cui ancora non conosco i piani. E fra le tante cose ho potuto conoscere tante piccole realtà sorprendenti, nella loro semplicità.

Un paese che è noto per il suo inquinamento, per le immense discariche a cielo aperto, per la miseria e la scarsità di igiene, la spazzatura sparsa su tutte le strade, è un paese che nutre comunque speranze ambientaliste di altissimo livello, come i ragazzi della Sadhana Forest, che oltre a supportare gli autoctoni riforestando acri di terreni aridi e incolti, risparmiano, riciclano e raccolgono l’acqua in tutti i modi possibili, utilizzano detergenti naturali, bruciano solo la legna morta spontaneamente, lavano le stoviglie con cenere e paglia di cocco, mangiano solo vegano e compostano tutti i “bisogni” riutilizzando ogni risorsa per rendere la terra fertile.

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Oppure i bagni di Auroville, dove oltre a non essere d’uso la carta igienica (ci si lava con la sinistra, si mangia con la mano destra), ovunque si trovano affissi cartelli che promuovono l’uso di assorbenti lavabili (in vendita nelle boutique anche in forma di kit fai da te), perché “quello usa e getta lo usi per 6 ore e inquina per 800 anni”.

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E poi ho conosciuto i piccolissimi botteghini (che pare esistano un po’ ovunque in Asia) dove si possono comprare sigarette sfuse (anche una sola), saponini e shampini monouso, mezzi litri di coca cola, biscotti, frutta, mezzi litri di miscela per la moto, perché magari uno ha solo pochi spiccioli e forse perché la vita è così? Va vissuta alla giornata?

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Nella Solar Kitchen, un ristorante di Auroville con le stoviglie di metallo e una lavagna che annuncia quanti chili di avanzi sono stati buttati il giorno prima, dopo che hai mangiato (vegano, vegetariano e non) ti dirigi verso gli appositi lavelli separati dove riporre le stoviglie ma non prima di aver dato loro una sciacquatina.
Ah, si gira tutti a piedi nudi.

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Chiaramente, anche se il viaggio è stato molto breve è stato tuttavia molto intenso, a partire dalla preparazione mentale e fisica prima della partenza. E poiché si trattava di una serie di “prime volte”, è stato perfetto così, ogni giorno ha avuto il suo senso, e dopo questo primo assaggio sono certa che tornerò, e sento anche che questa è stata una di “quelle esperienze”.

Tutto questo per dirvi cosa? Non certo per annoiarvi con i miei trip spirituali tipo come mi sono sentita e cosa ho vissuto chi ho conosciuto e cosa è cambiato in me, figuriamoci, ma per ribadire quanto il viaggio (e me ne dimentico sempre troppo spesso) sia qualcosa di fondamentale nell’esperienza di essere un essere umano, e credo che troppo spesso sprechiamo tempo e denaro ed energie in abitudini strazianti e masochistiche quando potremmo aprire un po’ più spesso gli occhi e tutti quanti i sensi verso il mondo e le altre persone, anche solo cominciando dalla strada di casa nostra. Anzi prima di tutto da noi stessi.
Ed è così semplice, così elementare che mi sembra di aver detto solo ovvietà.
E allora dico: viaggiamo!

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