Cera d’api per nido e melario: pronta!

Oggi sono andata a ritirare i fogli cerei da nido e da melario per le mie future quattro arnie presso la Cooperativa Agricola Piemonte Miele di Fossano, dove si può prenotare cera d’api e tutto il materiale che serve per l’apicoltura.
Siccome io mi sono mossa molto in ritardo prenotare la cera biologica che volevo (avrei dovuto prenotarla

a settembre scorso), sono riuscita a trovare solo quella esente da residui, che per l’apicoltura bio è sempre consentita, e che per fortuna in cooperativa avevano a disposizione.

In apicoltura si distinguono tre tipi di cera: normale, esente da residui, biologica.

Per cera normale si intende la cera comune all’interno della quale non è presente solo cera d’api (cere vegetali, grassi animali, paraffina).
La cera esente da residui è una cera (anch’essa non purissima, immagino) analizzata in laboratorio (ho ricevuto anche le analisi allegate al pacco di fogli cerei), ed è priva delle particelle chimiche che si accumulano nella cera a causa dei trattamenti contro le malattie e i parassiti.
La cera biologica è invece quella che proviene dagli opercoli (i coperchietti che le api costruiscono per sigillare il miele nelle cellette), bianca e unicamente prodotta dalle api, è purissima, la migliore che si possa ottenere dall’alveare.

La cera viene impiegata per costruire i fogli cerei, questi fogli gialli delicatissimi che vengono installati in telaietti di legno e che compongono la casa delle api. Ogni telaio contenente un foglio cereo sarà la base per aiutare le api a costruire le cellette nelle quali avverranno riproduzione, viagra original crescita, metamorfosi, sfarfallamento, stoccaggio di miele, polline e nettare, tutto ciò che è necessario per perpetrare la specie.
Senza fogli cerei le api costruirebbero spontaneamente le stesse strutture.
La cera viene secreta da speciali ghiandole ceripare situate nella parte ventrale dell’addome dell’ape, e queste ghiandole entrano in funzione tra il 10° e il 18° giorno di vita, e queste piccole scaglie vengono estratte, elaborate con le mandibole, mischiate con polline e propoli e unite alle altre per la costruzione delle migliaia di cellette esagonali del favo.

C’è questa foto meravigliosa che mostra

le scagliette di cera secrete dall’addome. Non sono tenerissime?

12647521_1713252568946327_913542801506309739_n

Per me è incredibile constatare come le api siano delle creature perfette, assolutamente evolute e utili alla nostra sopravvivenza, e siano incessanti lavoratrici e gentili amiche ronzanti che vivono governate da un istinto collettivo che è straordinario. Osservarle è una gioia. E non vedo l’ora di iniziare. Manca meno di un mese, ormai.

Così adesso sono in possesso di dieci bei chili di fogli cerei, sia per telai da nido (l’arnia) che da melario (il luogo di stoccaggio del miele a uso umano), e devono essere installati uno a uno nelle loro belle cornicette di legno.
Restate connessi, presto scopriremo insieme come armare i telaietti e montare i fogli cerei per cominciare a costruire le casette delle api che arriveranno.

I’m in LOVE.

Schermata 2016-05-26 alle 17.31.15

`Share the ideas you like`

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*