Domande dalla coscienza

“Un cucchiaino di polline corrisponde circa a un mese di lavoro di un’ape.”

Quando mangiamo qualcosa, qualunque cosa, ci ricordiamo di ringraziare la terra per i suoi frutti? Siamo umili di fronte al privilegio di poterci nutrire in abbondanza? Ci facciamo domande o mangiamo solo per riempirci lo stomaco?

Chi ha lavorato alla terra in cui sono cresciuti gli ortaggi che compro? Quanto tempo impiega un frutto a maturare? La dedizione, l’attenzione, la cura da parte delle persone e degli animali che contribuiscono a riempire il mio piatto, trovano il giusto valore nella mia mente e nel mio cuore?

E poi ancora: quanta sofferenza comporta la produzione di un alimento? Dallo sfruttamento dei lavoratori a quello del terreno e delle acque fino a quello degli animali, quanto so di ciò che succede prima che i prodotti arrivino sulla mia bella tavola imbandita?

Il cambiamento può avvenire solo se iniziamo a porci

domande sul serio, mettendoci in discussione, considerandoci non solo individui ma parte di un sistema in cui per ogni nostra azione esiste una reazione, una conseguenza.

2 risposte a “Domande dalla coscienza”

  1. Ottime domande che oggi si fanno in troppe poche persone…
    Perché il problema è proprio lì, rispolverare la nostra coscienza!!!
    Piacere di conoscerti, anche se solo virtualmente. :)

    1. Piacere mio, Alessandra, e grazie dei tuoi pensieri. :-) Ultimamente poi, coltivando l’orto, mi trovo a osservare la natura con più attenzione, e i pensieri vengono su come un rigurgito, non si possono arrestare. :-D
      Una frase carina che ho letto è “Ho la coscienza pulitissima: mai usata”.
      Ecco. :-)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *