Primavera e rinascita

Forse mi ripeterò nel raccontarvi le meraviglie di questa primavera che sta esplodendo, ma è talmente bello l’insieme di emozioni che vivo quando, ogni anno, la bellissima e ineluttabile stagione si manifesta e io posso osservare il suo ritorno, che ogni volta mi sembra di vivere una vera e propria rinascita, sia fisica che mentale e spirituale.

Le giornate che man mano si allungano, con le limpide albe strisciate di rosa e impregnate di brina, e i cieli di un blu disarmante, e i tramonti dai colori ogni volta nuovi.
I fiori che cominciano a far capolino da in mezzo le foglie, e man mano sbocciano in un tripudio di colori e profumi, come il cuscino di violette che cresce sotto il pino marittimo, e le calendule che con i loro gialli e arancioni si imprimono nella retina come dei flash di luce.

Una cosa c’è da dire: che le violette mi ricordano l’odore dei cessi chimici e della sabbietta dei gatti, e primavera vuol dire anche che le vespe ricominciano il loro tran tran all’interno di tutte le stanze, che Micia riprenderà a massacrare lucertole, e che presto arriveranno anche mosche e zanzare, ma ogni stagione ha i suoi belli e i suoi brutti.

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Nel bosco sotto le foglie secche crescono le primule e i ciuffetti di soncino selvatico, che in Piemonte si chiama sarset, e ai cigli delle stradine spuntano baffetti di silene, ottima da mangiare in un risotto o in una frittata, le dolcissime foglie dei papaveri pronti a sbocciare, le striate foglie della piantaggine, tante margherite e fiori di fumaria, muscari, nontiscordardimè e tarassaco, borsa del pastore e perfino qualche fiore di fragolina di bosco.

Ogni giorno uscire in giardino significa trovare una sorpresa nuova, e basta avere un vaso su un balcone per poter godere dei miracoli della Natura, non è che si debba per forza vivere in campagna o in mezzo a i boschi. Del resto, anche a Milano per esempio gli alberi fioriscono in pompa magna e i profumi nell’aria cambiano, e la primavera si fa sentire forte e chiara.

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Ma per me poter godere di questa natura rigogliosa è sì nutrimento per l’anima, ma anche per il corpo, con tantissimo interesse a conoscere le piante da mangiare o con cui fare le tisane e gli olii, i fiori da seccare, e tutto quello che può in qualche modo farmi sentire in simbiosi con la natura anche da un punto di vista fisico. Compreso il momento in cui cresce l’ortica, con cui il rapporto è sempre un po’ TROPPO fisico. La mia vicina a volte, per prendermi in giro, dice che prima o poi mi troverà stecchita in giardino, a causa di tutta questa foga di raccogliere piante spontanee, ma per fortuna, oltre ad andare sempre sul sicuro, ho anche seminato un po’ di ortaggi nell’orto, e l’appuntamento quotidiano con la terra mi porta ogni volta nuove gioie.

E poi, quelle straordinarie creature che sono le api: adesso che hanno ripreso l’attività dopo un tiepido inverno, le vedi aggirarsi intorno ai primi fiorellini aperti con le loro zampine posteriori cariche di polline di tanti colori, a volte grigio, altre giallo, altre ancora arancione carico. Operose e instancabili, le api sono un po’ come le rondini, quando cominci a sentirle e vederle puoi dire “è primavera” (nonostante quest’anno non abbiano mai veramente smesso di lavorare, a dire il vero, perché la pausa invernale non è stata abbastanza fredda e alcune piante hanno continuato a fiorire).

Un’altra cosa meravigliosa della primavera è ritrovare, anno dopo anno, i fiori e le piante che ti aspetti che rispuntino in un certo luogo. Il bulbo che avevi piantato con un’amica, i semi portati da un viaggio, un certo fiore in una certa zona del bosco o del giardino, quando qualcosa ritorna mi sento confortata come da una sacra promessa mantenuta.

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Quindi la primavera è prodiga di nuovi doni ma anche di certezze.
E non si tratta solo di cibo per l’anima o per il corpo, ma anche per la mente: pure la razionalità agisce nella rinascita, e organizzare le colture, tenere un diario delle attività nell’orto, cercare di dare e trarre il meglio dalle piante per non farle soffrire e per avere dei veri frutti, una buona volta, e non qualche risultato di esperimenti raffazzonati e poco soddisfacenti, è un vero e proprio lavoro di ragionamenti e calcoli su quale sia l’esposizione giusta, il giusto apporto di acqua, il giusto momento per trapiantare o seminare. Quindi in casa, per esempio, ho seminato i pomodori e i basilici, per non farli gelare in eventuali giornate ancora troppo fredde, e nell’orto ci sono già i piselli e i ravanelli che fanno capolino da sotto la terra, e pian piano tutto cresce, prende una forma e un senso.

Quando ci si prende cura di altre creature, che sia un gatto randagio che viene a reclamare cibo alla porta di casa o una piantina che ha bisogno di noi per crescere forte e sana, o una famiglia di api ci si astrae per un attimo da se stessi e ci si sente, davvero, più leggeri.

P.S. Per info, sto appunto predisponendo un’area dell’orto per allevare delle api. Ne saprete di certo in futuro, ma per il momento, dalle colline del Monferrato, è tutto.

Buona Pasqua e buona rinascita!

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