Del ridare dignità alle cose

Aggiustare è qualcosa di magico. Non solo perché riprendi possesso di qualcosa che stava per sfuggirti dalle mani ma ottieni potere che mai avevi avuto.
Carmela Kia Giambrone

Con questa frase qualche giorno fa Kia iniziava un post che ha fatto tintinnare tutte quante le mie corde.
Quando si recupera un oggetto, un abito, una qualsiasi cosa che era destinata alla discarica e la si ripara (con l’aiuto di un professionista o con la sola forza del proprio ingegno – e dei tutorial di YT), qualcosa di magico avviene davvero!
In questi giorni, non so perché, ho trovato uno strano piacere a stirare abiti, federe e asciugamani, cosa che non avevo mai fatto prima, sia per pigrizia che per intenti “ecologisti”.

Intanto ho scoperto che i tessuti stirati occupano meno spazio, e il disordine si fa presto ordine. La stoffa stirata diventa più morbida, col vapore si igienizza e si sporca meno, poiché le spiegazzature sono ricettacoli di polvere e zuzzimma.

Stirare e piegare con cura gli abiti significa trattarli con rispetto, riconoscere la dignità delle mani che li hanno creati e assemblati, significa farli durare di più.

Inoltre, mentre stiro, ho modo di notare scuciture e strappi che posso riparare immediatamente. Quante volte sono andata in giro con maniche sfilacciate, bottoni mancanti e piccoli strappi? Infinite.
E quando ho finalmente aggiustato qualcosa che posso ricominciare a usare o indossare, sento dentro quel potere di cui Kia parla con una nota poetica deliziosa, oltre al piacere di aver risparmiato denaro per riparazioni o nuovi acquisti.

Mettere in moto le mani è sempre stato per me un gesto simbolico: costruire, demolire, riparare, valorizzare, con le mani sbucci le cipolle, me le sento addosso sulla pelle, le mani sono il veicolo delle mie idee e delle mie aspirazioni.
Questo non significa che diventerò una fanatica dell’ordine e della pulizia, figuriamoci, ma riconosco che l’ordine e la pulizia negli spazi che mi circondano mi portano a cercare più ordine negli spazi che ho dentro di me.
Pazza, direte voi. Eppure voglio godermi questo momento di goduria stiratoria finché durerà, poiché io e la pigrizia siamo amiche per la pelle fin dalla mia nascita.

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