Amarene candite, dall’albero al pancino in poche settimane

In questi giorni bisogna stare all’occhio e lumare lungo strade e sentieri tutti gli alberi da frutto, in particolare i Ciliegi, gli Amareni (o Prunus cerasus) e i Nespoli, poiché la maturazione incombe, le papille fremono e il pancino brontola.
Ieri, per l’appunto, s’è fatto raccolto di amarene mature, quelle che ogni anno crescono su un albero di nessuno che sta laggiù in mezzo a un prato. Bellissime di colore, di sapore fanno cacarone, ma possono essere “trattate” con grappa e/o zucchero, per farne una scorpacciata invernale – se all’inverno ci arrivano – ricordando i bei giorni di sole di questa primavera inoltrata.

La nostra fidata vicina, dispensatrice di ricette e consigli sulle piante, per due giorni ci ha ricordato che le amarene erano oramai mature, che lei ne aveva già raccolte un mucchio e le stava preparando per fare lo Sherry, e che se volevamo ci avrebbe prestato lo strumento per snocciolarle. Così io e il Falegnomo col suo bastone per tirare giù i rami più alti e bacchettarmi sul culo, siamo andati a raccoglierne un po’, tipo un chilo e mezzo, che dopo la “pulizia” (via i noccioli e i picciuoli e via i frutti imperfetti o bacati) è diventato un chilo preciso (bella lì).
Preciso, che così per quel chilo di amarene se ne usa mezzo di zucchero (rigorosamente di canna, vediamo un po’ che succederà), da spargere sopra le amarene già imbarattolate e da aggiungere in piccole quantità ogni volta che è sciolto.
Il contenitore va tenuto al sole, e quando lo zuccherò sarà finito e tutto assorbito e sciolto, al sole dovrà rimanere per altri quindici giorni.
Ne verranno fuori delle amarene candite come quelle che si mettono nei cocktail o sui gelati, buone come caramelle, così buone da gustare che te ne danno sempre troppo poche. Non vedo l’ora. Non. Vedo. L’ora.

Volendo poi c’è anche la variante alcolica, lo Sherry che la vicina sta preparando, che si fa con la grappa secca e lo zucchero (volete che le chieda la ricetta?), ma io preferisco di gran lunga quella analcolica e as-so-lu-ta-men-te peccaminosa!
YUM!!

AH!! In ultimo, ma non meno importante, con i noccioli creerò OVVIAMENTE un cuscinetto per i reumatismi e i dolori articolari, poiché mantengono a lungo le temperature (si possono scaldare o raffreddare) e danno benefici immediati se appoggiati per un po’ sulla parte interessata. Ve ne parlerò meglio in futuro, quando ne avrò raccolti a sufficienza e avrò testato con mano. :-)

IMG_20140603_230043

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *