Il Gelso, non solo cibo per bachi da seta

Quando sento nominare il Gelso, mi tornano alla mente i ricordi di mia nonna che mi raccontava degli allevamenti di bachi da seta: ghiotti di foglie, (oramai quasi cent’anni fa e credo ancora oggi) venivano tenuti in cassetti dove masticavano fino allo sfinimento, per poi creare i bozzoli del prezioso tessuto che, ahimè, veniva poi ottenuto facendo bollire i poveri bachi.

Qualche giorno fa, tornando alla mia casa sulla collina, ho intravisto dei lunghi rami penzolare sulla strada, carichi di frutti neri simili alle more. Ho chiesto alla vicina cosa fossero, e lei ha risposto subito “Ma sono le bacche di gelso! Ci sono nere e anche bianche, io ho potato il mio albero dietro casa perché quando cadono i frutti mi macchiano tutte le suole delle scarpe e le ruote della macchina, e poi hai voglia a togliere tutto quel blu appiccicoso dal pavimento del garage!!”.

Così di corsa sono andata per assaggiarne una e: la forma è più allungata rispetto alle more, la consistenza è quasi simile ai semi di melograno e il picciuolo va sfilato dal frutto maturo che è gustosissimo e colora tutte le mani di blu.
Ho scoperto poi che queste grosse bacche dolcissime si possono usare fare le marmellate e i ripieni delle torte, e così ne ho raccolto una montagna fino a farne una spanciata, ché non hanno fatto in tempo a diventare né marmellata né ripieno.
Nei giorni di sole caldo il profumo delle bacche cadute e spiaccicate in terra mi ricorda tanti momenti estivi nei posti incontaminati dove la frutta nasce spontanea e scoprire un pruno o un alchechengio lungo un sentiero è un’occasione per scofanarsi un po’ di frutta tiepida e buonissima.

Per parlare ancora di ricordi, tra i miei lontani parenti o amici dei nonni, c’era una signora che si chiamava “La Gelsa”, nome che mi sembra bellissimo per il suo carattere naturale e un po’ vintage.
Perciò ecco, per celebrarne la scoperta e l’amore nuovo per questa pianta, se avrò un cane o un altro gatto, il nome che gli sarà affibiato è Gelso.

IMG_20140520_000623#1

10363547_580758432023421_3769581872073113250_n

Una risposta a “Il Gelso, non solo cibo per bachi da seta”

  1. Le ho scoperte pure io in questo periodo le more di gelso! Quest’anno due alberi in fondo alla strada dove abito erano strapieni di questi frutti neri e li assaggiati scoprendo che sono molto buoni. Non saporitissimi ma dolci!
    Nel fine settimana pensavo di andare a fare una bella raccolta che tanto nessuno sembra interessato a coglierli (mi chiedevo perché). Vediamo se riesco a farci una marmellata prima che scompaiano :D

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *