Da predatori a imprenditori: un libro di Diego Masi

Come le imprese dovranno rispondere alla sfida della sostenibilità per non farsi “rovinare” dalle tasse.

Qualche mese fa la mia amica Silvia Argentiero, environmental communicator, mi ha inviato una copia di questo libro, intitolato Da predatori a imprenditori.
Per qualche tempo l’ho lasciato da parte perché ne ero un po’ intimorita, ma era timore reverenziale, quello che provavo per questo libro che tocca temi che vanno ben oltre il mio piccolo individualismo ecologico, e che riguardano la fame nel mondo, l’economia, il futuro incerto. Temi, direi, belli “peso”.

Così, dopo un po’ di esitazione, l’ho aperto e affrontato. Ho scoperto così che (oltre a essere una lettura piacevole e scorrevole) questo libro parla al cuore delle persone. Le stesse persone che fanno parte delle imprese e che vivono ogni giorno i cambiamenti repentini della società, del tempo metereologico, della vita in generale. E il cuore delle persone lo si può toccare quando si trattano argomenti che riguardano tutti: le nostre scelte, per noi che viviamo nella parte avvantaggiata del pianeta, sono sorprendentemente influenti sul destino della vita di tanti altri che vivono altrove, lontano dai nostri occhi.
Un piccolo soldo donato a un’associazione, per esempio, può fare la differenza così come lo può fare la scelta di una marca piuttosto che un’altra.
La comprensione della parola “sostenibilità” come diritto e come “promessa di un futuro migliore” può aprire le menti e cambiare le azioni di tanti e tanti e tanti altri ancora, fino a riuscire a cambiare le sorti del pianeta.
La libertà individuale diventa libertà collettiva, e la coscienza si allarga a tutte le cerchie che vanno al di là del proprio giardino di casa. Il cambiamento deve essere però progettato, e il progetto viene qui definito come un viaggio: si pianifica il percorso dalla partenza alla meta, si scelgono i compagni, si condivide la storia.

Scritto da Diego Masi, presidente della ONG Alice for Children, questo libro si rivolge alle imprese che saranno presto obbligate a porsi questioni importanti sulla sostenibilità, ma anche ai cittadini, le organizzazioni di volontariato, lo Stato e le fondazioni, tutti strettamente coinvolti in questa marcia verso nuovi modelli economici ed ecologici cui tendere.

Il pianeta è ai minimi termini per quanto riguarda la sovrappopolazione, l’inquinamento, i cambiamenti climatici, lo sfruttamento delle risorse, e se tutti vivessero come un europeo o americano medio, sarebbero necessarie ben 11 Terre per accontentare tutti.

Vale la pena dare una sfogliata a questo libro, no?

Il pianeta presto non sarà più sostenibile e le aziende si dovranno organizzare con un serio progetto di Corporate Giving per affrontare i grandi mutamenti dei prossimi anni: la crescita esponenziale della popolazione, la perdita di risorse naturali e alimentari dovuta al sovrasfruttamento della terra e del mare, i cambiamenti climatici.

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