Sgrisoli (o Sgrizzoli o Cuiet) da raccogliere e mangiare YUM!

La quantità di erbe selvatiche che crescono nei prati, sui cigli dei sentieri e nei sottoboschi è inenarrabile. Bisogna solo imparare a riconoscerle, e in specifici periodi dell’anno (e della primavera), andare a cercarle, raccoglierle, e trarne i numerosi benefici.

Ieri sono stata con Mama in giro per sentieri, qui sulla collina, e abbiamo osservato e raccolto alcune di queste piante.

Ad esempio, la Piantaggine, che si trova tutto l’anno, è cicatrizzante (le foglie alleviano piccole ferite, se schiacciate e applicate direttamente sulla pelle) e astringente, si può mangiare cruda in insalata o cotta come gli spinaci e anche bere come infuso insieme a qualche foglia di Malva e di Menta.
Del Tarassaco, o Dente di Leone, le foglie giovani si possono tagliare, lavare (per togliere l’amaro) e mangiare in insalata.

Ma la più interessante, al momento, è una pianticella selvatica che si fa chiamare Sgrisoli (in Trentino) e Cuiet (in Piemonte), e i suoi nomi popolari nascono dal fatto che le fogliette, se sfregate, producono un suono inconfondibile, che fa proprio “Sgrizz”.
Si può mangiare in una frittata o nel risotto, ed è una meraviglia sapere che cresce solo in un periodo specifico della primavera e che si può gustare solo una o due volte l’anno. :-)

Bon appetit!

5 risposte a “Sgrisoli (o Sgrizzoli o Cuiet) da raccogliere e mangiare YUM!”

  1. Finalmente ho trovato anche gli sgrizoli!! Gli raccoglievo nei campi con la mia amica in primavera assieme ai denti de cagn (denti di leone).
    Bei tempi quelli, i paesi non erano ancora cementificati o motorizzati e i suoni erano ancora tutti naturali e i campi non erano recintati o segnati da divieti di accesso e simili.
    Non ricordo però come gli cucinavamo. Avete delle ricette al riguardo?
    Ringrazio tanto. Dimenticavo, il nome scientifico dei sgrizoli qual’e’?

    1. Ciao! Del nome scientifico sono ancora alla ricerca, ma ho scoperto di recente che gli Sgrizoli sono le stesse piante che a inizio estate producono quei fiorellini bianchi che sembrano palloncini, che i bambini si fanno scoppiare sul dorso della mano, hai presente?
      Per le ricette, trattali come erbette qualunqui: le soffriggi e le unisci all’uovo per farne una frittata, oppure le fai col risotto. Altro non so ancora, troverò ricette appena avrò capito il nome vero della pianta. :-)

      1. Preso da internet e comunque confermo molto buoni con il risotto o nella frittata
        ‘Quell’erba che noi chiamavamo gli Scoppietti,ma in altre regioni viene chiamata erba del Cuch, Silene, Stridoli, Sgrisoli o anche Carletti; in italiano si chiama erba Silene.
        Il nome deriva da Sileno, accompagnatore di Bacco perennemente ubriaco, dal ventre rigonfio come il calice di queste piante. 070Sul finire della primavera, si sviluppano gli scapi alla cui sommità si formano i fiori, penduli, su peduncoli flessuosi, riuniti in cime, caratterizzati da un calice subcilindrico, rigonfio, con nervature verdastre, che ricorda una minuscola brocca o un palloncino fessurato. Si raccolgono le cime dei nuovi getti con i ciuffi di tenere foglie, che si formano dall`autunno alla primavera. Questi getti vanno prelevati prima della formazione degli scapi fiorali. Anche le foglie presenti sugli scapi sono buone da mangiare, raccolte quando sono ancora tenere. L’asportazione dei giovani getti non danneggia la pianta la quale, essendo perenne, si rinnova in continuazione e con facilità, fornendo così i suoi prodotti per tutta la stagione propizia. Questa pianta nell`Italia centro-settentrionale e all’estero è considerata un ottimo erbaggio mangereccio. Fritti o lessi i getti novelli degli Strigoli sono una delle verdure più conosciute nella tradizione dell’uso di erbe spontanee per usi alimentari, la cosidetta fitoalimurgia, del nostro territorio, una vera leccornia anche per i palati più raffinati. Si usano lessati nelle mesticanze, alle quali conferiscono un tono particolare, ma principalmente vengono usati sbollentati in acqua, mescolati alle uova sbattute con aggiunta di formaggio pecorino e pepe, quindi fritti sotto forma di polpette o frittate veramente gustose.’

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