La mia vita a impatto 1 non finisce qui

Per chi non lo sapesse questo 2011 è stato per me un anno particolare: l’ho trascorso cercando di vivere una vita a impatto 1. Cosa vuol dire “a impatto 1”? Uno è il pianeta che abbiamo a disposizione, e perciò, siccome non possiamo pensare di migrare su Marte o sulla Luna una volta che le risorse saranno esaurite, ho cercato di comportarmi di conseguenza, vivendo una vita ecologica e inquinando in sostanza il meno possibile: all’inizio dell’anno scorso ho compilato il quiz del carbon footprint, un questionario sulle abitudini quotidiane in termini di spostamenti, consumi di energia e acqua, scelte alimentari e stile di vita, e il risultato è stato che per vivere come me sarebbe servito un pianeta virgola quindici, UNO VIRGOLA QUINDICI!

La cosa mi ha scosso al punto da spingermi ben oltre il semplice facepalm o il nascondersi dietro a frasi come “se il mondo fosse diverso, se tutti facessimo qualcosa blablà”. Ho provato ad agire.

Così a distanza di un anno ecco il bilancio di questi 12 mesi, e la cosa buffa è che ripensando al tempo passato, per la prima volta nella vita mi sembra di avere tutti i ricordi compattati su un unico piano temporale. È come fosse ieri che iniziavo a raccontare sul blog l’idea della vita ecologica e gli sviluppi del progetto prima che scattasse il 1° gennaio del 2011, chiedendomi poi come sarei stata 365 giorni dopo.
Come fosse ieri che raccoglievo cianfrusaglie da riusare o da buttare alla ricicleria, trapanavo un bidone per farne una compostiera, organizzavo la mia piccola casa eco, presa da una voglia di fare qualcosa che, già sapevo, mi avrebbe arricchita non solo nella pratica ma anche come prezioso lavoro per la costruzione dei miei valori e della mia identità.


In questo anno, giorno dopo giorno, post dopo post, ho inseguito la coerenza con regole autoimposte solide e in evoluzione, ma spesso lasciandomi prendere da sensi di impotenza e di colpa, o inciampando in pochi ma perpetrati vizi, come l’avere poca voglia di cucinare in casa e rimediare con un take-away, o tingere i capelli di un rosso tossico, dimenticare le sporte di stoffa a casa quando andavo a fare la spesa, bere qualche caffè da cui dopo sei mesi di serena (o quasi) astinenza, mi sono lasciata di nuovo tentare. Non sono riuscita a rinunciare a cioccolato né a vino e arance, prodotti non a km0, né a miele e qualche formaggio, non vegani, e per quanto riguarda in NOshopping, in un anno ho acquistato 5 libri, una toppa da anarcociclista, dei piatti e una grattugia per mele al mercato dell’usato (voi vi ricordate tutti i vostri acquisti del 2011?).
Mi sono fatta accompagnare a casa in macchina tante, troppe volte, non ho sempre mangiato vegano, a volte ho bevuto alcolici e bevande in lattina e in bottiglia, non ho mai smesso veramente di fumare (tabacco biologico, evabeh) – parto subito con le mancanze, così mi potrò prendere il tempo per elencare tutte le cose belle fatte.
Tarocchi - L'eremita
Ma inseguire la coerenza può essere molto difficile anche sul versante emozionale. Non tutti i giorni mi sono alzata con la voglia di salvare il pianeta: spesso mi sono detta che la soluzione migliore per tutti sarebbe una bella alluvione universale che spazzasse via tutto e tutti perché la natura ricominciasse daccapo. Mi sono chiesta quanto ridicola e vana potesse apparire questa impresa personale ma pubblica. Ho avuto paura di non avere la forza di arrivare a finire l’anno, di non soddisfare le mie aspettative e quelle di chi avevo vicino, ma per fortuna ho sempre condiviso i miei dubbi e trovato, dall’altra parte, una mano o una parola amica.
Tu non sei stata chiamata in questo progetto per salvare da sola le sorti di un mondo che è già condannato. L’unica cosa devi pensare è che tu non sei complice. Olocausto dei viventi, non sei complice. Mattanza dei mari, non sei complice. Trasformazione delle foreste in pascoli, non sei complice. Discariche indifferenziate, non sei complice. Tortura, non sei complice.
Giovane Arrogante @ Non c’è niente da ridere
Quali sono le cose più importanti che ho imparato in questo esperimento?
Ho capito tante cose in più sulle relazioni, in particolare quelle d’amicizia: a partire da Alessia che mi ha aiutata a dare una forma a progetto e blog, Vincio e Laura i miei tecnici, Neva e Sofia che mi hanno blandita e consolata in più occasioni (e mi hanno accompagnata nel mio primo viaggio green) e Tatiana che si è sbizzarrita in tutti quegli esperimenti estremi cui io non ho avuto possibilità di dedicarmi. La dolce Alberica che ha tradotto alcuni dei miei post in inglese e insieme a tanti lettori mi ha spronata in diversi modi, mamma e papà che mi hanno assecondata e gratificata spesso, BabyGreen dei mille consigli, [email protected] con le sue preziose informazioni sul fotovoltaico, Vanz e Nuk che mi hanno scattato bellissime foto, Marivì e Vanessa con cui ho giocato alla vita eco, Zio Burp, amico e papà un po’ green che mi ha divertita e fatta morire d’invidia con il suo floridissimo orto sul balcone, Artemisia, Momix, Myriam e Robi, le colleghe pazienti e tutte le persone che hanno creduto in me, commentato il blog e mi hanno invitato a eventi speciali o inviato link e idee per questa vita. Insomma, non mi sono mai sentita sola, grazie.
Ma quello che volevo dire è che a volte l’amicizia (o l’amore, se volete) deve avere la priorità sull’ecologia, altrimenti non si vive bene: è sciocco e inutile rifiutare un regalo non ecologico o un passaggio in macchina da un amico che vuole fare qualcosa di carino per te, o costringere chi ti invita a cena a cucinare solo vegano altrimenti niente cena (per la dieta vegana infatti ho scelto di seguirla solo a casa e quando possibile). Meglio organizzarsi diversamente ed essere un po’ flessibili.

Ho capito anche a quanto la televisione, per esempio, unisca, uniformi e al contempo allontani le persone e i modi di pensare.
La televisione, la tecnologia, il denaro, il cibo, le abitudini, i luoghi comuni sono tutte cose che allontanano le persone dalla propria natura. Che non è più quella delle caverne, bensì un senso di aggregazione, condivisione, di ricerca del bene, solidarietà e compassione, di assertività e curiosità, insomma una natura fatta di coscienza e che forse molti di noi hanno perso, compresa me. Perché ci accontentiamo di una vita comoda e facile, pur restando spesso e volentieri infelici? Per quanto riconosca l’importanza di fare delle scelte che possono comportare anche sacrifici, scelgo con troppa facilità di percorrere scorciatoie e di evitare la fatica.
Ho paura forse di vivere troppo forte?
Ma per fortuna ognuno di noi, in condizioni minime di libertà d’azione, può governare e ricostruire la propria vita.
Io, banalmente, da single ho avuto il vantaggio di poter essere quanto più intransigente o permissiva nel rispettare le regole che mi sono data, senza incontrare troppi conflitti o ostacoli sociali, ma chiunque può governare la propria vita liberandosi dai condizionamenti del consumismo e delle forme mentali come le tradizioni e le convinzioni sociali, del “tutto e subito”, optando per una vita più consapevole e mirata: fare attenzione alle etichette di cibi e cosmetici, sapere cosa si mangia, da dove proviene e quanto impatta sull’ambiente, scegliere il naturale e biologico, fare una gita in bici o a piedi per scoprire luoghi e odori mai notati dall’abitacolo di una macchina, organizzare swap party, eventi ecologici, partecipare alla vita di quartiere o a un GAS, informarsi sulla realtà del mondo, conoscere la propria città e chi si impegna per migliorarla, firmare petizioni, acquistare equo e solidale, risparmiare denaro, ridurre i rifiuti, riparare gli oggetti rotti, scegliere l’usato, condividere idee e progetti e mille altre possibilità.

Cosa mi è mancato?
Avrei voluto più tempo per viaggiare. A piedi, in bici o in treno, ovviamente. Essere più severa nel rispettare le regole e sincera con me stessa, oltrepassare le mie pigrizie, leggere di più, documentarmi meglio e approfonditamente, vivere appieno anche i sacrifici. Stare più in compagnia degli amici e lasciarmi un po’ più andare.
Perché per il resto mi sono divertita parecchio. No, non ho messo da parte un soldo ma ho migliorato il mio tenore di vita: ho giocato molta capoeira viaggiando con il mio gruppo e incontrando tanta bella gente, ho goduto dei cambiamenti di piccole abitudini da parte delle persone intorno a me, ho potuto spendere meglio nel cibo per me e per i gatti, ho risparmiato tempo ed energie e non c’è stato anno più pieno di buoni propositi e con la più alta percentuale di propositi messi in atto. Lo posso giurare sì sì.

In questo anno le domande più frequenti sono state: come sta cambiando la tua vita? cosa succederà dopo? qual è stato il sacrificio più grande e quale la scelta più difficile? dove trovi il tempo? quali sono i primi passi per essere eco?
Quello che ho risposto più o meno sempre è che mi sento sempre la stessa pur continuando a cambiare. In questo anno ho scremato gran parte dei miei presunti bisogni per vivere più lentamente: anche la spesa diventa una novità quando si va alla ricerca di prodotti con determinate caratteristiche (a km0, biologico, senza conservanti, vegano o vegetariano, non industriale, cruelty-free ecc.). Ho sperimentato nuove ricette di cibi e cosmetici, detergenti e detersivi, ho conosciuto persone nuove e forse qualcuna di queste è cambiata un pochino grazie a me.
Ho conosciuto un po’ di più i miei “tempi di apprendimento” delle buone abitudini e di riduzione di quelle cattive, ho cominciato a imparare l’attenzione alle piccole cose e al risparmio di denaro, acqua ed energia, a riconoscere il valore del silenzio, del tempo libero, della condivisione, del rispetto e il dispetto per le regole, dell’assertività, del dolore e della felicità semplice.
I primi passi per diventare eco partono da uno scuotimento di coscienza. A un certo punto ci si accorge che ci sono cose più importanti del nostro egoismo e della pigrizia e le possibilità sono due: o ci si strugge o ci si dà da fare. Per la seconda opzione ci sono numerosi piccoli divertenti step come la compostiera, gli intrugli agli olii essenziali, il riciclo, e per il resto leggetevi il blog a ritroso se vi va.
Ma lo possono fare tutti? Sì. La vita ecologica può essere come un gioco in cui tutti vincono: si parte col leggere un bel libro shockante sugli allevamenti intensivi e si smette di mangiare carne e pesce non solo per questioni etiche ma anche ambientali e di salute, poi si sperimentano cosmetici e detergenti naturali per scoprire che il naso recupera all’istante un po’ dell’olfatto perduto e i disturbi respiratori si riducono. Poi si pensa alla spazzatura, e a quanta se ne potrebbe risparmiare se si riducessero gli imballaggi, se si riciclasse a dovere, se si possedesse una compostiera, se si passasse dall’usa e getta all’usa-e-riusa (menstrual cup, borraccia, tissue di stoffa ecc.).
Poi il resto vien da sé. Cambia la percezione degli oggetti e delle spese, cambia il modo di osservare gli altri e di comportarsi nel mondo.
Cambia tutto, e cambiano anche gli altri intorno. Trasmettere un buon esempio con una semplice azione come raccogliere un rifiuto da terra è così semplice da fare quasi spavento. Che sia senso di colpa o empatia, negli altri si scatenano reazioni più o meno vaste, in grado di focalizzare l’attenzione sulle piccole, preziose cose che impattano sulle nostre coscienze e sull’ambiente ogni giorno.
E col senso di colpa devo avere a che fare anche io, ogni giorno. Mica è facile provare a sostenere il peso della sofferenza e degli abusi e della violenza, della crudeltà e dell’ignoranza nel mondo.
Sapere ogni volta qualcosa di più rende ancora più forte la consapevolezza di non sapere un cazzo, di non avere idea di come le dinamiche dei potenti possano salvare o distruggere il pianeta, di non poter fare davvero nulla per i miliardi di creature viventi uccise ogni giorno, e parlo di animali ma anche di umani, specialmente quelli dei paesi in via di sviluppo che subiscono i lati negativi di un divorante progresso (rifiuti non smaltiti, calamità naturali, mancanza d’acqua e di risorse ecc.).

Vabeh, sicuramente un anno di lavoro su se stessi non è sufficiente per potersi dire realmente cambiati o felici, né per imparare a non sobbarcarsi tutti i dolori del mondo. Per questo ho intenzione di andare avanti con questo progetto, con nuove idee e spunti anche da parte vostra. Non smettete di seguirmi e anzi!
Vi va di consigliarmi i luoghi e persone che dovrei assolutamente conoscere in Italia e in Europa, che abbiano a che fare con la riduzione dell’impatto sull’ambiente? Alimentazione veg, scelte alternative, sostenibilità e autosostentamento, decrescita, riciclo. Con i vostri consigli coglierò l’occasione per girare un po’ e per trovare nuove idee da dividere con voi.

AH! Per concludere, il quiz (che consiglio a tutti di compilare) al 31 dicembre 2011, mi dice che se tutti vivessero come me basterebbe lo 0,90 dell’intero pianeta terra. Un bel miglioramento, no?

Felice 2012 a tutti.

33 risposte a “La mia vita a impatto 1 non finisce qui”

  1. Ben fatto Claudia!! Sono curiosa di scoprire cos’ altro ti inventerai per il 2012.. sicuramente continuerò a leggerti e a suggerirti cose interessanti!! e prima o poi ti trascinerò in viaggio in bicicletta!

    Buon 2012!

  2. congratulazioni per il primo traguardo! ho fatto il quiz e sono messa male: 2,21 Terre!!!! vabbè…per ora ci posso fare poco, magari quando avrò una casa mia avrò più voce in capitolo.
    buon 2012!

  3. Continuo a seguirti come ho sempre fatto.
    Lotto da una vita, mi impegno da una vita, cerco insomma in tutti i modi di non far del male al mondo come meglio posso o mi riesce.
    Trovo paletti ovunque , i piu forti che becco in faccia sono proprio le persone che mi guardano come fossi aliena..
    Ma proseguo sul mio cammino cercando di diffondere anche con il mio blog che cambiare un poco per il bene di tutti si puo’ .
    Ogni tanto si sgarra, ogni tanto ci si dispera.
    Poi guardo un tramonto o il volo di una farfalla e scopro che quello e’ l eco del mondo che mi sussurra che esiste e che vuol vivere…come me :)
    Val la pena sforzarsi un poco!

  4. Grazie tesoro per averci regalato una lezione di vita importante.
    Grazie per aver pensato anche per noi a un pianeta che conosciamo poco e che stiamo distruggendo.
    Grazie per avere sempre un pensiero per noi.

  5. Bhé Vita cheddire, complimenti!!!
    Penso tu abbia fatto veramente un grande lavoro su te stessa e anche sul nostro pianeta. Molto bella la foto in cui reggi il mondo, potrei darti un’aiutino, per ora giusto qualche dita :)

  6. Ciao Claudia! Questo è il tuo primo post che leggo..e l’ho fatto tutto d’un fiato. Mi hai proprio catturato e commosso. Ogni tua singola parola l’ho sentita anche mia. Il tuo anno non è stato molto diverso dal mio, ho cambiato progressivamente tante abitudini e tanti modi di vedere le cose, che mi hanno resa più felice e leggera. Il mio percorso è avvenuto esattamente come l’hai descritto tu, a partire dai filmati sugli allevamente intensivi fino ad arrivare al riciclo creativo e a tenere un blog per condividere tutte le cose nuove imparate, che la tv purtroppo non insegna.
    Come te, tante volte, ho sentito addosso il peso degli errori umani gravare sulle mie spalle, ma i tuoi amici hanno proprio ragione: tu non sei complice, noi non siamo complici. Spesso mi sono sentita dire che da sola non posso cambiare il mondo, ma rispondo sempre che il mare è composto da miliardi di gocce, ed io posso essere una di esse.
    E’ anche bello che tu abbia mantenuto il tuo lato umano, rispettando le tue amicizie, e rimanendo abbastanza elastica: la penso esattamente come te. Sono vegan ma quando vado a mangiare da amiche non impongo la mia dieta, tutt’al più faccio assaggiare nuove pietanze, e le avvicino al mio mondo.
    E’ facile esser visti come alieni, come dice Luby, soprattutto quando lavi i piatti con una poltiglia di limone e aceto, o riempi la lavatrice di marsiglia sciolto in acqua da te, lavi i vetri con carta da giornale e aceto, usi il bicarbonato come deodorante, ricicli la carta in casa e soprattutto cerchi di non buttare via niente e di trasformare i rifiuti in oggetti utili!
    Allo stesso tempo è così bello scoprire di non essere soli. Internet è davvero una risorsa preziosa, mi ha insegnato tutto quello che so in campo ecologico, e se non esistesse credo sarei sicuramente più ignorante e meno attenta nel campo.
    E ora basta, la smetto di scrivere. Sicuramente ti seguirò in questo nuovo anno, e chissà che potremo imparare qualcosa a vicenda.
    A presto:)

  7. Ben fatto Kika.
    Vita a impatto1 non finisce perché devi raggiungere l’uno virgola zero zero.
    Anzi, lo zero virgola novantanove.
    Ce la puoi fare.
    Ce la devi fare.

    Non puoi smettere né per te stessa, né per gli altri.

    Sei in gamba.

    <>

  8. Hai tutta la mia ammirazione.E’ un bellissimo modo di vivere,di uscire dai soliti e ottusi schemi,di trovare una dimensione più giusta e vera…è fantastico che tu ci sia riuscita,io ci sto provando..6 anni fa ho cominciato col cambiare casa..trovare la casa in periferia col giardino è stato già molto positivo :meno stress..vita + lenta e + vivibile,poi ho comprato la compostiera (in plastica però)..dal 2011 non mangio + carne e da quest’anno elimino anche il pesce.Certo di strada devo ancora farne e tanta…i problemi non mancano,ad esempio i cosmetici non testati sugli animali costano il doppio e non sempre posso permettermi di comprarli,a volte mi chiedo perchè il sistema ci ha portati a questo punto,solo chi ha maggiori possibilità economiche può fare una scelta etica ? No,deve esserci un’altra soluzione…e la cercherò,a costo di farmi le cremine in casa. Il tuo esempio è prezioso,un grazie di cuore e un saluto !

  9. Ciao greenkika…
    conosco da poco il tuo blog, l’ho scovato documentandomi per iniziare il mio primo anno da “consumatrice consapevole” ma devo ammettere che sei una bella ispirazione!
    Sono 12 giorni che cerco di ridurre il mio impatto ambientale e ho sempre l’impressione che tu sia un bel passo avanti a me…ho scommesso con me stessa che devo almeno puntare al pareggio ;)
    Sappi che ogni tanto scopiazzerò qualche consiglio.
    Un abbraccio

  10. grazie ad Elisabetta che ha postato il link su fb ti ho scoperta e non ti mollerò più!!! io ho iniziato prima di te a cercare di ridurre al minimo il mio impatto ma non ho concluso quanto te, anzi, mi riescono le cose più ovvie come la spesa sui banchi della coldiretti o il riciclo, ma è molto meno di quello che vorrei. non mancherò di leggerti, sostenerti e aiutarti a diffondere le tue super necessarie parole! brava davvero!!!

  11. complimenti claudia, questo post è splendido! leggendo le tue parole ho percepito la determinazione e, al tempo stesso, l’umiltà di una persona che si mette in gioco per cambiare le sorti del pianeta, accettando anche il fatto che come essere umano può commettere qualche piccolo errore. hai vissuto veramente un’esperienza straordinaria. sono felicissima per te! e sono sempre più convinta che abbiamo fatto benissimo a scegliere te come testimonial della nostra associazione. spero davvero che continueremo a collaborare insieme :)
    un abbraccio forte

  12. Ciao Claudia,
    ti seguo da un pò e leggerti mi ha dato la forza di fare dei piccoli cambiamenti nella mia vita, ho fatto più attenzione alla raccolta differenziata, porto le sporte di stoffa o carta reciclata per la spesa, uso il moon cup che è stato davvero una sfida, ho riciclato e risistemato una bicicletta, ho l’orto nel balcone ( anche se i risultati sono un pò tristi) e sono entrata in un Gas…per il momento solo questo ma sto migliorando.
    L’ultima novità è che ho aperto un’agenzia di wedding planner ed io e la mia socia abbiamo deciso che il core business è l’eco-wedding…e questa idea è venuta anche grazie a te! dunque ti volevo chiedere se ti fa piacere se posso citarti in qualche articolo del nostro blog e mandartelo su facebook – siamo tue fan – e ti invito se ti fa piacere a postare i tuoi articoli ( riguardanti l’argomento ) sulla nostra pagina che è LILI WEDDING ROME.
    fammi sapere e ancora grazie!!!!!
    continua cosi!
    Cristina

  13. Sono orgogliosa di averti conosciuto, felice per come hai affrontato il tuo percorso, entusiasta di questo post di riepilogo.

    Cambiare è un percorso lento, ma, da quello che leggo, lo hai affrontato con rigore e hai visto e hai compreso e sai trasmettere la bellezza e non solo la difficoltà!

    Mi chiedo cosa aspetto a tracciare il mio percorso…

    Grazie della tua testimonianza vivente, Claudietta-Kika

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