Boia e madre [del mio orto]

Oggi ho preso il coraggio a piene mani e ho sacrificato la maggior parte delle mie sterili piante di pomodoro che, sofferenti, sono giunte al momento della fine.

Forse caricate di troppe aspettative, sono state seminate, cresciute, travasate, ritravasate, assalite dai pidocchi, spidocchiate da un potente spray all’aglio, masticate e abitate da bruchi che son poi diventati crisalidi custodite nell’ombra delle loro foglie e poi farfalle.

Sono state pregate, forse coccolate poco (alle piante di pomodori piace essere accarezzate), forse a volte bagnate troppo poco, ignorate, martoriate dalla grandine e arse dal sole d’agosto.

Non credete che mi sia divertita, a strappare il tenace fusto carico solo di smorte foglioline.
Mi sentivo il loro boia, e tiravo fino a sentire lo schiocco del piccolo tronco spezzato, e sui palmi delle mani le lacrime delle povere piante che non hanno saputo darmi frutti.

Mentre scrollavo le radici dalla terra mi sembrava di accarezzare i capelli di una creatura che sta per morire, come a confortarla negli ultimi istanti di vita.

Ho pronunciato una piccola preghiera, le ho seppellite nella compostiera, che riposino in pace, amen.

Con la terra che il vento mi ha in parte soffiato in faccia (come a vendicare quelle piccole esistenze) ho riempito nuovi vasi e seminato nuovi semi (biologici): spinacio, erba cipollina, erba gatta, cicoria mista.
Poi ho travasato due nuovi acquisti, uno splendido ciclamino con i petali frastagliati rosa e bianchi e una portulaca sexy da morire, a cui ho dovuto scostare le chiome con la delicatezza di un amante, per riempire di terra il vaso più grande e poi le ho pettinate adagiandole sul suo letto umido, punteggiate di fiori di un giallo acceso e di fresche foglie grasse.

E così ecco che riparto con un nuovo orto, con nuovo ottimismo e la speranza che i pidocchi non infestino anche le colture autunnali.

5 risposte a “Boia e madre [del mio orto]”

  1. ..mi hai appena ricordato che devo seminare gli spinaci! :)
    Ciao e complimenti per il tuo impegno, sei davvero ammirevole e ti considero un esempio importante per gli ecopasticcioni volenterosi come me.
    Cerco di contenere il mio impatto sull’ambiente, sono vegetariana, amante degli animali e profondamente convinta che qualche piccolo sacrificio oggi ci permetterà di evitare un futuro disastroso in cui potremmo rimpiangere di aver abusato di tutto ciò che oggi consideriamo normale, dovuto ed irrinunciabile.
    Spesso mi sento incapace di portare avanti questo impegno, apparentemente così semplice ma che si scontra quotidianamente con l’orientamento generale della società in cui viviamo, con il giudizio altrui, con i ritmi di vita che ci siamo imposti (…o lasciati imporre?), ma cerco continuamente di migliorarmi. Per questo sono convinta dell’importanza di avere come esempio gente come te. Seguo il tuo ed altri blog di argomento simile, ma ho il brutto vizio (timidezza forse, non so) di interagire poco; comunque ci tenevo ad esprimerti la mia stima :).

    P.S. Sono un ex-pollice nero, attualmente al secondo anno di “conduzione” di un balconcino un po’ giardino un po’ orticello con una strana propensione a trasformare in varietà tardive tutte le colture che semino. Confermo che la prima annata per noi neofiti di solito è disastrosa, ma i risultati arrivano col tempo e la costanza, ed imparerai senza accorgertene (io ho capito ad esempio che il mio balcone ha le stagioni sballate… siamo quasi a settembre e le mie piantine credono che sia tipo giugno: confido in un raccolto autunnale di peperoncini!).

    Oddio… scusa il papiro!!!

    Cassandra

  2. Hai seminato? Brava.
    Mai arrendersi.
    Ricorda che gli spinaci ci mettono un po’ di tempo per germogliare (magari puoi prima metterli ad inumidirsi su dell’ovatta bagnata finche’ non spunta la codina, se non hai gia’ seminato) e che le cicorie sono delicate da fanciulle.
    Perche’ non provi anche qualche insalatina? Sono veloci e crescono facilmente.

      1. Ottimo, andra’ bene sicuramente!
        Appena germoglia, fai una pacciamatura qualsiasi, cosi’ tiene l’umidita’ col caldo (e risparmi acqua per innaffiare), tiene caldo d’inverno e se le foglie toccano il terreno non marciscono.

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