Zurigo verde anzichenò


Sono appena tornata da Zurigo, che avevo conosciuto già due anni fa grazie a Zio Burp e Zurigo Turismo, e questa volta ci sono andata in occasione della Street Parade, la festa più grandiosa della città, ormai al suo ventesimo anniversario.
Sono arrivata un giorno prima, così ho avuto modo di girare un po’, raccogliendo ricordi come sassolini sparsi per le strade e le vetrine, replicando foto già scattate, osservando vie nuove e fermandomi ad ascoltare l’acqua che scorre.

Con l’amica che mi ha ospitata ho fatto un bellissimo giro in bicicletta da Fellenbergstrasse, un quartierino tranquillo vicino alla montagna, passando attraverso splendidi orti con fiori di tutti i colori del mondo, per arrivare in centro percorrendo le numerose piste ciclabili che tutti gli automobilisti rispettano.
Addirittura, come ad Amsterdam, sono i ciclisti a essere il vero pericolo. :-)

Un tuffo veloce dallo splendido parco che si affaccia sul lago e poi un aperitivo in un grazioso locale hippy illuminato da lampadine colorate: un bicchiere di Kombucha fatto in casa, hummus, pane nero e cruditée, due chiacchiere. Alcuni capoeristi fanno qualche capriola in strada cantando e tamburellando nevrotici e chiedono una monetina per poi passare al prossimo locale.
Alla coop, una spesina veloce, rigorosamente biologica e una volta a casa, cena sul balcone con tofu saltato in padella e insaporito con salsa di soia, paprika e pepe nero, insalata e frutta. YUM!

Il giorno della Street Parade ho girato ancora la città prima del delirio: un negozio di oggetti pregiatissimi fatti con materiali di recupero (finalmente ho trovato un modo per riusare i contenitorini delle lenti a contatto!), una farmacia che si chiama Natura, una camminata su per una ripida salita fino a uno spiazzo dove i vecchietti giocano a scacchi giganti davanti alla splendida panoramica di Zurigo ed era già ora di inoltrarsi nel pieno della festa.

All’ingresso della parata, cartelloni alti due metri indicano i numerosi bidoni della raccolta differenziata e i megaschermi ricordano le regoline della festa, ma il livello di devasto è alto.
La folla è grossa e folle, c’è l’odore tipico dei festival, birra rovesciata e spinelli, i costumi più trasgressivi sono un tripudio di paillette, piume, calze a rete, tacchi vertiginosi, bombe di rossetti e ciglia finte, copricapi e slippini, ce n’è per tutti i gusti, come un carnevale degli inferi.
I rifiuti sommergono presto la strada. Vetri rotti, lattine schiacciate, sporte abbandonate, volantini.
Peccato, ma mantenere questo tipo di ordine in questo tipo di festa deve essere praticamente impossibile.
Se non altro il giorno dopo la città, ancora un po’ sballottata, sarà già quasi uguale a prima, pronta per ricominciare con la sua ordinata routine, via dai costumi sgargianti, dalla musica tecno assordante, dagli eccessi e dal divertimento schizoide per un altro anno almeno.

Appunti:
– se si compra il biglietto del treno con almeno dieci giorni di anticipo, si paga 38 euro andata e ritorno invece che uno sproposito
– il franco svizzero è al momento più forte dell’euro, perciò essere low cost è praticamente impossibile
– con la TagesKarte che si compra alla biglietteria della stazione si ha libero accesso ai mezzi pubblici per 24 ore, invece che pagare 4,20 franchi a botta.

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