La via dell’amore (per l’ambiente): Manarola-Riomaggiore [Cinque Terre]


Dopo Manarola la via dell’amore, fino a Riomaggiore, ultima delle meravigliose Cinque Terre.
All’ingresso della passeggiata, una rete metallica coperta di cuori fatti con cordini, stringhe di scarpe, cavi degli auricolari, e bigliettini annodati con messaggi d’amore e lucchetti a go-go.

Abbastanza romantico, nella sua bruttezza.

Arrivate a Riomaggiore scattiamo qualche foto e beviamo un po’ d’acqua davanti al mare, osservando le barche una a una (sì, su quella barca rosa c’era scritto in blu “O me la dai o scendi“), toccando la ruvidità delle porte che sembrano antichissime, ascoltando il silenzio dell’immenso mare, per rimetterci in cammino, poco dopo, verso un’altra meta.

Ora si va per la città di Moneglia, a fare il bagno e a prendere un po’ di sole. In treno, ovviamente.
Là gusteremo ancora una volta dell’ottimo pesto fatto in casa (che vien voglia di tornare a Milano e provare la ricetta), frittata con zucchine e gelato dai gusti sfiziosi.

La spiaggia di Moneglia è popolata di regazzini, cosparsa di bidoni per la raccolta differenziata e tuttavia non proprio pulitissima (mozziconi, cartacce e plastice varie sono un po’ ovunque), una donna con un cane non raccoglie gli escrementi ma li ricopre con un po’ di sabbia, noncurante, una bambinetta abbandona il brick di una bibita senza che mamma le dica nulla.

Il giorno dopo, una colazione sotto un cielo grigio, un piccolo souvenir d’artigianato locale, una scortarella di focaccia e poi si ritorna a casa, anche se non ne ho molta voglia.

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