Pellegrine verdi: Vernazza-Corniglia-Manarola [Cinque Terre]


Decidiamo di gustare Corniglia solo di passaggio, per fare il bagno alla spiaggia di Guvano e cercare posto per dormire a Manarola.
Così prendiamo di nuovo il sentiero, più breve ma più complesso, che sale molto in altura e dona una vista spettacolare, ma i nostri polpacci e ginocchi cominciano a lamentarsi.

Arrivate a Corniglia con il nostro carico di frutta, farinata e focaccia, aspettiamo il pulmino ecologico mangiando e scattando qualche foto dalla terrazza del belvedere.
Veniamo depositate alla stazione del treno che porta a Manarola, ma prima vogliamo raggiungere la spiaggia di Guvano, che sappiamo essere naturista e un po’ hippy.
Così, aiutandoci con le indicazioni approssimative degli autoctoni, troviamo l’ingresso a una galleria buia come la peste nera, che porta alla spiaggia. Tenendoci strette strette l’attraversiamo con l’aiuto delle luci debolissime dei cellulari, e raggiungiamo la spiaggia che è, in effetti, popolata di uomini nudi e poche coppie.
Trascorriamo lì il pomeriggio finché il caldo non ci opprime, e poi torniamo alla stazione per prendere il treno per Manarola.

Perché il treno e non i piedi? Perché alcuni mesi fa è crollata una frana e la strada pedonale non è mai stata rimessa a posto. Ancora cinque euri di biglietto più quello del treno. Sgrunt, avrei voluto camminare molto di più, ma non fa niente.

Finalmente arriviamo alla splendida Manarola, quello dei cinque paesi che più di tutti desideravo vedere e conoscere, ed eccola, silenziosa e quasi a picco sul mare, Manarola piena di colori pastello di tutte le sfumature, l’odore del mare e del cibo buono, la placidità dei suoi abitanti, le luci che illuminano il mare, a sera, come fossero migliaia di pesciolini d’argento che agitano la superficie per mangiare.
A cena, gnocchi e trofie al pesto forse troppo unti, verdure alla griglia, un dolce di noci e uno di pinoli e crema.
E poi due chiacchiere sedute su una panca, a guardare le stelle e le onde gettarsi sul molo, e finalmente la nanna, in un altro B&B tenuto da FRANCO!!, un uomo ospitale e discreto che ci ha alloggiate in una stanza d’altri tempi.

Manarola e tutti i paesi delle Cinque Terre hanno, a ogni angolo, bidoni per la raccolta differenziata, e nei bagni e nelle stanze d’albergo si trovano cartelli che raccomandano il risparmio di acqua ed energia, il riuso e il riciclo dei rifiuti, l’attenzione agli sprechi. Così non ci si dimentica mai di risparmiare sul lavaggio di lenzuola e asciugamani quando il soggiorno è più lungo, non ci si dilunga troppo sotto la doccia e si sta, insomma, più attenti.

E anche il secondo giorno è andato.

3 risposte a “Pellegrine verdi: Vernazza-Corniglia-Manarola [Cinque Terre]”

  1. bello ! è rimasta come tanti anni fa quando ero andata con un’amica anche io :-)
    La strada a piedi era aperta, allora, e molto frequentata
    baci
    zia

  2. Purtroppo capita spesso che i sentieri che collegano le cinque terre franino soprattutto a causa del brutto tempo invernale (in provincia della Spezia piove sempre e devo riconoscere; anche se sono spezzina, che il detto “pisciatoio d’italia” è un po’ vero) :)
    A Manarola sarebbe divertente chiaccherare con il vecchietto che ha costruito il presepe sulla collina con materiali trovati quà e là. E’ un simpatico ometto e da piccola offrì a me e alle mie amiche un bicchiere di buonissimo Sciacchetrà.

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