Spiegare o litigare?

Devo scrivere questo post perché oggi mi ha preso la cattiveria.

Voglio dire, come è possibile che un negoziante fraintenda la mia richiesta di non darmi sacchetti nuovi, credendo che da parte mia sia un gesto per non arrecargli disturbo?
Questo vale per il barista, il commesso, la panettiera, il mercante.

Ok, ieri il barista che avevo davanti aveva un Q.I. di notevole bassezza, e credo abbia pensato lo stesso di me quando non ho voluto che mettesse quel contenitore di plastica in un sacchetto di carta insieme a un altro sacchetto con del pane e un altro ancora con posate di plastica e tovagliolo.
Già mi bastava dover prendere il pranzo in quella confezione, che però spero di poter riutilizzare se torno dal pirla a mangiare, figuriamoci poi se avessi aggiunto tutti quei potenziali rifiuti in più. Risparmia lui, risparmio io, ma mi girano le balle per il suo sguardo sornione prima e perplesso poi.

Oggi invece sono andata a farmi fare un frullatone dal gelataio e gli ho chiesto di versarmelo nel bicchiere che mi ero portata appresso. Non sono stata però abbastanza tempestiva nel dirgli che la cannuccia già l’avevo. Altro sguardo vacuo e nervosismo mentre uscivo con due cannucce intasate da pezzettoni di frutta.

Ok, poi ho insistito con la panettiera Brambilla perché mettesse la sua cazzuta focaccia dentro a un sacchetto di Marinoni, ma la Brambilla non si era accorta del competitor e diceva “Tranquilla, ce l’abbiamo anche noi il sacchetto oleato”. Io non mi sono voluta giustificare tirando fuori l’argomento dell’ecologia, ma quando la tizia ha capito finalmente che volevo semplicemente “riusaaare per non sprecaaaare” questi benedetti sacchetti, ha detto “Brava, ecologica”.

Così sono tornata scazzatissima in ufficio perché mi sembrava ELEMENTARE che un qualsiasi negoziante non dovesse replicare di fronte al cliente che fa strane storie, anche perché tanto strane non sono. Chiedere di versare della pasta in un tapperware riutilizzabile è assurdo? Una doggy bag è imbarazzante? Un tovagliolo di stoffa per una brioche fa ridere i polli?

Le mie colleghe però mi hanno detto che farei meglio a spiegarmi, per non essere presa per pazza e soprattutto per trasmettere un messaggio anche piccolo. Altrimenti sarò solo una che sembra che ti voglia tagliare le mani se solo le allunghi verso un sacchetto nuovo, invece che seminare per poi, forse, raccogliere.

Il problema è che sono sempre più atterrita dalla quantità di roba che si usa una volta e si butta via: tovaglioli, fazzoletti, posate negli involucri di plastica, tovagliette di carta, bicchierini, bottigliette, sottobicchieri, cannucce, bicchieroni.
Se pranzo fuori e l’unico modo per bere è la lattina o la bottiglietta col bicchiere di plastica, aspetto di uscire e trovare una fontanella.
Non compro mai bottiglie d’acqua (e giro spesso con la mia fedele borraccia) ma non sono attrezzata quasi mai di un tovagliolo col quale sostituire tutti quelli di carta, se capita al bar o dal panettiere o semplicemente a pranzo, né sono tempestiva a sufficienza per richiedere che non mi vengano dati tovaglioli di carta. Piuttosto la manica o acqua e sapone alla fine, per dire. Così magari posso imparare a mangiare composta, senza lasciar colare sul mento ogni tipo di condimento oleoso, come faccio spesso. Che mostro, sono un mostro.
La sporta di stoffina leggera ci vuole sempre semprissimo, ma che fatica, e come mi sento pirla quando la dimentico e debbo portare le cose a braccia o nello zaino o nel cestino della bici. Piuttosto che un sacchetto in Mater-Bi, la morte! E per la spazzatura pensate, ho ancora montagne di sacchetti di plastica dall’anno scorso!

Insomma, in sostanza quanto sarebbe più semplice se tutti fossimo più comunicativi? Io ho evitato di spiegarmi con tutti loro perché volevo evitare il perculamento, eppure è mio dovere impegnarmi a trasmettere (senza fare la maestrina) ciò che va fatto per il bene del pianeta, ogni giorno.

A voi è mai capitato di scazzare come me in questi giorni?

No?

13 risposte a “Spiegare o litigare?”

  1. Ciao! In effetti mi capita molto spesso di sentirmi come te. Però purtroppo, noi , facciamo parte della generazione della svolta, quella che deve faticare di più e combattere per il cambiamento. Quindi un piccolo sforzo per fare aprire gli occhi a qualcuno lo dobbiamo pure fare. Le persone come me e te che fanno quelle cose lì di cui racconti sopra sono viste come mosche bianche, alieni venuti dallo spazio, pazzi??. Facciamo cose incomprensibili alla maggiorparte delle persone. Pensa l’altro giorno ho dimenticato le borse di stoffa e quindi pur di non prendere le borse alla cassa mi sono riempita il bagagliaio di spesa sfusa. Ma quanti lo fanno?

  2. Accipicchia! Ma sai che non ci avevo pensato? O meglio: io mangio in negozio quindi mi porto tutto da casa- tovagliolo, piatto, bicchiere,forchetta,coltello, tazza,cucchiaino,zucchero,sale,cibo in contenitore riutilizzabile. Ho una specie di dispensina dove tengo il tutto. Acqua del rubinetto,come te borraccia. Borsa(e) riutilizzabile(i) ennemilavolte in borsetta , compro pochissima roba confezionata (ma anche così, plastica da buttare a iosa),latte sfuso nella mia bottiglia. Non avevo pensato però al pane,vuol dire che riesumerò la vecchia borsina in stoffa che usava la mia nonna -so che c’è, è da qualche parte.
    Ci prenderanno per pazzi e rompicosi, ma chissene. Funziona come esercizio di pazienza, consapevolezza e rivoluzione…

  3. Hai TUTTA la mia comprensione! Quest’anno sono stata una settimana in vacanza a casa di mia sorella in Liguria e ho avuto un monito di fastidio pensando allo spreco di tutta quella carta per la focaccia, alla benzina per arrivare fino in spiaggia (perchè lei abita a 15 km dal mare) e ad altre cose…
    Mi ha detto che “sono troppo rigida”!!! :(
    Va bene così: meglio rigida che inconsapevole e proattiva!!!
    Salutoni
    Silvia

  4. Ciao!!!
    Non mi ricordo se ho mai scritto qui, però sappi che leggo tutti i tuoi post e spesso mi sento così simile a te nelle situazioni e nei pensieri.
    Anche per me è dura la lotta nella riduzione degli imballaggi… purtroppo si fa fatica a farsi capire, ma bisogna scalfire piano piano questo muro che divide noi da quelle altre persone che non la pensano così, semplicemente perché non pensano e basta. A poco a poco imparano i negozianti che ti vedono arrivare più spesso e che ti riconoscono. Con quelli sconosciuti è più difficile, ma di tanto in tanto una parola va buttata lì… ci vuole poco a innescare un pensiero un minimo più ecologico nelle persone… ma tocca a noi farlo, a costo di sacrificare la nostra serenità nei rapporti con gli altri! Quindi, forza e coraggio, che non sei l’unica! ;)
    :Danda

  5. concordo sul fatto che occorre spiegarsi, poichè, i negozianti sono continuamente bersagliati da strani soggetti che fanno richieste strambe… lo so perchè al pubblico un po’ ho lavorato e arriva di tutto.
    Però se tu argomenti bene la tua richiesta credo che verrai capita.
    La mia amica Luciana, verduraia biologica, quest’anno quando ha riaperto ad aprile, ha regalato a tutte noi clienti una borsa impermeabile da usare per la spesa da lei e da altri, così non smercia più borsine di plastica inquinanti. Io riuso i vecchi vestiti per fare le borse per la spesa, vecchi jeans, vecchie camicie e ne porto sempre una con me nella borsa così se serve…
    e poi, va benissimo lo sfogo, ogni tanto uno deve farsi scendere la catena per vedere le cose dal giusto punto di vista.
    continua così ^__^

  6. Come ti capisco. Io ho spiegato a molti commercianti che non voglio buste, contenitori vari…e alla fine capiscono e sono anche loro contenti. Ma quelli che non mi conoscono NO. Oggi in farmacia mi hanno adto la bustina, quella mini che poi non ci fai nulla! Ho detto che non la volevo e quello la buttata via era pure biodegradabile. Mi sono adirittura sentita peggio, non ho detto nulla eprche non stavo bene ma non faccio altro che pensarci!
    Io spesso dico: No niente busta grazie, ho la mia. Cosi la risparmia e diminuiamo i nostri rifiuti” alla fine il 95% è contento sopratutto il piccolo commerciante. :)

  7. condivido, e come Lombrica..mannaggia alle bustine della farmacia!!! Per me la grossa difficoltà è veramente essere sufficietemente tempestivi per evitarle.. da vegan cose in giro ormai ne mangio poche, però effettivamente il tovagliolo di stoffa mi pare un’ottima soluzione.. che dire poi dei set di posate usa e getta quando magari d posata ne devi usare una sola??
    Per quanto riguarda il colamento di condimenti su mento e vestiario, crdo che potremmo fare una gara, anche se il mio meglio lo raggiungo sempre col cioccolato: mi spuntano sempre un sacco di nei nuovi in faccia :D

  8. COME TI CAPISCO…io spiego e rispiego, ma ahimè, sono veramente in pochi a capire. siamo al terzo figlio, e la coscienza ecologica ( che era già presente un pochino grazie al mio babbo), è andata sviluppandosi col primo figlio, si è intensificata col secondo e si è cementificata col terzo.
    “COOOSAA?!””MA PERCHE’, SCUSA?”…sono solo alcune delle espressioni (verbali, lasciamo perdere quelle facciali, con tanto di occhi sgranati e bocca aperta)!!, che intonano le persone quando dico loro che no, per quel che mi riguarda per questo figlio non ho intenzione di spendere un centesimo. E che grazie alla sua venuta ho deciso di non spendere un centesimo neanche per il resto della famiglia ,che tradotto vuol dire: abbiamo un sacco di vestiti riciclati dai fratelloni, giocattoli a gogò, un sacco di spazzatura che possiamo riutilizzare riassemblare riusare. HO deciso di riaggiustare il riaggiustabile il più possibile, riammodernare ciò che può essere riammodernato. A parte gli alimenti (non avendo ne orto ne balcone non possiamo coltivarci nulla …sigh!) e la benzina (altra nota dolente, ma la scuola è lontana), non necessiteremmo di altro che gìà non abbiamo. Per quale motivo allora acquistare ancora e ancora e ancora e quindi inquinare inquinare e inquinare?mah…agli occhi degli altri mi sono trasformata in una tirchia terribbbile che farà trascorrere ai propri figli una vita fatta di privazioni, lontana da videogiochi iphone, vestiti modaioli, circondati invece da toppe sui gomiti e bottiglie di plastica riempite di riso a fare da maracas…
    in bocca al lupo ( a me a te e a tutti quelli che portano avanti le loro battaglie nella condivisione di un sogno comune)

  9. ciao, sono la collega rompipalle… :) confermo che se spieghi lanci il messaggio..altrimenti la panettiera Brambilla non può sapere cosa ti frulla nella testa :D

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