Leave Your FootPrint, impressioni ed emozioni di un evento

Quel faccione che vedete nella foto è Colin Beavan, proiettato in diretta da New York, collegato tramite Skype all’evento Leave Your FootPrint del 24 maggio scorso.
Le tre ragazze in basso invece siamo io, Sissi Semprini e Paola Maugeri.

Eravamo lì per discutere insieme a Beavan sui temi dell’ecologia nella vita pratica, sui perché delle nostre scelte, su come possiamo migliorare noi stessi e coinvolgere gli altri.
L’incontro è durato poco più di un’ora, in sala c’erano circa trenta persone e io ero insieme emozionata e felice, felice di poter parlare con Beavan (non che ci abbia “parlato”, l’ho ascoltato molto – nonostante il pessimo audio – e pur capendo poco, già sapevo di essere d’accordo con lui su parecchi fronti), di potermi confrontare con Paola e di raccontare a persone interessate ciò che avevo da dire sulla felicità del mio progetto, e sullo stupore di trovare ogni giorno negli altri e in me, nuovi cambiamenti.

Riguardando le foto di quei momenti, mi viene in mente solo la caga che avevo, e penso alle tante cose che potevo dire e che non ho detto, e alla mia pronuncia maccheronica di un inglese basic, nonostante avessi borbottato per le strade per giorni e giorni, cercando i vocaboli giusti e le pronunce come “baiodigredable” (biodegradable). Ma tant’è che si sbaglia per imparare, e la prossima volta sarò ancora più studiata.

Poco prima che iniziasse l’evento, ho raccontato a Paola a grandi linee il mio progetto, e le ho chiesto fra le altre cose come avesse fatto a rinunciare alla cioccolata nel periodo del suo esperimento a impatto zero. Lei mi ha risposto, e poi lo ha ribadito davanti al pubblico, che già mangiando vegetariano riduci il tuo impatto ambientale al punto di poterti permettere perfino di usare l’aereo tutti i giorni, ché gli allevamenti intensivi sono, pare, responsabili del 60% dell’inquinamento dell’intero pianeta.

Non che la cosa mi abbia spinto a ripensare all’idea di viaggiare solo via terra e mare per un anno, intendiamoci.

Però io forse ho troppa poca fiducia nella possibilità che l’intera umanità cambi, e penso piuttosto a rimarcare l’utilità dei piccoli gesti di tutti i giorni, dei cambiamenti costantemente orientati alla riduzione degli sprechi, dei consumi, delle emissioni, dei rifiuti, alla frugalità e al rispetto per le cose, le persone, se stessi e tutte le creature del pianeta, alla consapevolezza di ciò che mangiamo e di come viviamo. Così ho parlato di gatti, della doccia con le pentole tra i piedi per raccogliere l’acqua, della regola “if brown…ecc.”, della vita senza shopping e senza parrucchiere (ehm), dei viaggi senza volare e così via.

A Beavan avrei chiesto volentieri se mangia vegetariano o addirittura vegano, locale e di stagione sempre (in seguito gli avrei chiesto la sua sulla cioccolata). Se le persone che all’inizio lo criticavano, in seguito hanno cambiato idea. Gli avrei chiesto cosa avesse ripreso immediatamente a fare, una volta finito l’anno a impatto zero, a parte riaccendere la luce e riaprire il gas.

Sono stata in ogni caso molto felice e onorata di partecipare a questo incontro così importante per me, ché per Beavan provo una stima esagerata, ed è anche e soprattutto grazie a lui se ho dato il via alla mia Vita a impatto 1.

Comunque! È proprio vero che se ognuno di noi fa qualcosa, tutti possiamo trarre beneficio dalla condivisione di esperienze, migliorando le nostre azioni per vivere più consapevoli, non credete?

Grazie quindi a U.S. Consulate Milan per l’invito, a Beavan per la sua presenza, a Paola Maugeri per i suoi preziosi consigli e a @vanz per le foto


Il resto lo leggete qui:
Leave your FootPrint – Claudia, Paola e Colin – EcoNote
Leave your Footprint: le green practice si confrontano a Milano – Virgilio GoGreen
Leave Your FootPrint, considerazioni post – Green2B, Sissi Semprini
Leave Your FootPrint, considerazioni post evento – Green2B, PA Team

E c’è pure un VIDEO!

4 risposte a “Leave Your FootPrint, impressioni ed emozioni di un evento”

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