Amica, ho eliminato l’usa e getta

La mia collega Cami, che come tanti altri amici segue o subisce le mie assurdità ecologiche, ieri mi ha scritto su Skype proprio così: ho eliminato l’usa e getta.
Io, con occhio clinico, ho subito lumato i due bicchieri di plastica sulla sua scrivania, che lei poi mi ha detto di riutilizzare da settimane, e quando siamo andate a mangiare il gelato insieme, ho riso con lei perché ha interrotto a metà il gesto istintivo di strappare giù due tovaglioli di carta.
Mi sono inorgoglita e complimentata, perché poi è divertente condividere le scoperte e le soluzioni per una piccola scelta semplice ma efficace. Ah, ecco, mi ha detto che l’unica cosa a cui ha detto no è stata la mia amica coppetta. Pazienza, magari un giorno ci proverà.



Così quando oggi ho tirato fuori lo smalto e mi sono dipinta le unghie di mani e piedi, mi sono messa a pensare a quando dovrò toglierlo con i tondini di cotone (biologico) e l’acetone.
In questi mesi ho ridotto molto l’uso dello smalto, e l’ho tenuto su fino a che non era tutto smangiato, ma non ho trovato una soluzione alternativa ai tondini usa e getta né un solvente naturale (magari la trielina?) che non rovini le unghie.

La soluzione più giusta e drastica sarebbe dar via tutti i miei smalti e smettere così di usarli. A pensarci mi piange il cuore, ma poi mi chiedo se mi cambierebbe la vita. Ché poi, in queste situazioni di dubbio, ci si chiede: come faceva mia nonna? Ma…mia nonna usava lo smalto? Naa.

E allora che dite? Avete in mente qualcosa che possa sostituire i tondini, tipo qualche straccetto ricavato da vecchie tovaglie? Boh. Resta comunque un materiale che se gettato e bruciato produce emissioni inquinanti eccetera, che proviene da test sugli animali (chissà come e perché?), imballato e trasportato e prodotto da fabbriche inquinanti e così via.

Che fare, quindi? Non so.

16 risposte a “Amica, ho eliminato l’usa e getta”

  1. Eccola!ora me la tiro per avere un post pour moi!! E per l’acetone, prova quello di naturkosmetik, senza acetone. Io uso una spugnetta vecchia per toglierlo…no tondini!! E come smalti la zoya e’ un filo meglio come inci, esistono anche quelli all’acqua ma li ho trovati solo in Svizzera…
    E non subiamo la tua scelta :)
    e no, con la coppetta non credo di farcela :p

  2. ciao
    e’ un po’ che ti seguo e prendo tanti spunti.
    io faccio quello che posso in questa direzione, ma credo che a un certo punto bisogna anche essere un po’ realisti.
    io uso una spugnetta tipo quelle per la pulizia del viso, ma per il resto smalti e acetone. certo, mia nonna lo smalto non se lo metteva, ma per me e’ stata una grande invenzione che mi fa stare bene e sentire bella, perche’ rinunciarci?
    credo che la scelta di rispetto per l’ambiente e di consumo consapevole debba essere anche un minimo sostenibile. cioe’: deve anche valerne la pena. sacrifico un gesto che mi fa sorridere e sentire bella per UN barattolino di acetone all’anno e un PAIO di smalti? su, via… un po’ di elasticita’!!!
    poi le scelte che fanno la differenza e hanno anche un impatto ambientale evidente sono altre… ecco per esempio i pannolini, da donna e da bambino, piatti e bicchieri di plastica, imballaggi ingombranti e carta usa e getta da cucina. insomma, per dire io la carta forno, l’alluminio, li compro e li utilizzo finche’ reggono, ma sinceramente non mi sento di sprecare risorse. bisogna anche un po’ scendere a patti con la vita reale.
    poi non voleva essere una polemica, eh?
    mi piace davvero tanto il tuo blog e i tuoi arrovellamenti :D ma credo che a volte si rischi di perdere di vista che il fatto che si sia valicato il limite della sostenibilita’ non significa che dobbiamo tornare al tempo della pietra, ma semplicemente a “ripensare” alle necessita’ in un’ottica di rispetto delle risorse.
    baci

  3. Torno alla tua collega che non vuole provare la coppetta. Se non si sente di “coppettarsi” potrebbe trovare itnteressanti altre soluzioni. A parte i tamponi lavabili, che li guardo e penso “GRRRATTAAAH!”, ci sono le spugnette naturali che si usano come il tampone (basta cucirci sopra un cordino di cotone per rimuoverle se ti fa impressione mettere le dita nella topa), oppure si possono usare i pannolini di cotone lavabile (molto, molto, molto più comodi degli usa e getta). Alle brutte, esistono diverse marche che fanno tamponi a riditto impatto ambientale, a suo tempo usavo i Natracare (ne ho ancora qualcuno a casa).

  4. non sono ancora riuscita a rinunciare allo smalto (e alla lametta!), però al posto del cotone utilizzo le calze di nylon rotte. funzionano benissimo ed in più sono lavabili e riutilizzabili.ciao

  5. Io la coppetta la volevo provare. Il problema è che lavoro e esco di casa alle 7.30 per tornare alle 20.00 e a volte dopo cena, o anche mai, poichè spesso viaggio.
    Mi domando si può utilizzare una cosa del genere nei bagni di uffici istituzionali? e al campeggio? io utilizzo in genere tamponi biodegradabili, ma se non li trovo pace. Assorbenti biodegradibili per la notte, oramai si trovano in tutti i supermercati.
    Il resto mi sembra tutto molto poco pratico, mi sbaglio? Scusate le mie sono proprio domande informative perchè cerco di riciclare il più possibile.
    Esempio: l’idea di utilizzare la calze di nylon per levare lo smalto mi pare GENIALE! Grazie!

    1. Sì, si può. Anzi, è anche più comodo che non con il tampone perché gli intervalli tra un cambio/svuotamentosono più lunghi. Al lavoro, se il tuo flusso non è disastroso, dovrai svuotare la coppetta solo una volta (magari all’ora di pranzo dato che tendenzialmente il flusso è più abbondante la mattina). In questo caso puoi tranquillamente optare per non lavarla, estrai la coppetta, la svoti nel water, la reinserisci, ti pulisci le mani nella carta igienica, ti rivesti, esci e ti lavi. La sera e la mattina laverai anche la coppetta adeguatamente nel lavandino, con acqua e sapone. In campeggio potresti svuotare la coppetta nella doccia e lavarla con acqua e sapone lì, prima di reinserirla; negli altri casi potresti optare per limitarti a svuotarla come quando sei in ufficio.

  6. ciao ondalunga, avevo le tue stesse perplessità anche perché i bagni del mio ufficio sono cubicoli senza possibilità di lavare alcunché (c’è l’antibagno). ad ogni modo nessun problema, all’inizio mi portavo dietro una bottiglietta d’acqua per sciacquare la coppetta dopo averla svuotata, ora al limite la pulisco al volo con un po’ di carta igienica (sono pigra :D) e via. quindi per l’ufficio: si può fare! (o perlomeno, io lo faccio da 3 anni :))

  7. Io uso la coppetta da un anno e devo dire che con un ciclo leggermente abbondante mi capita di svuotarla la mattina prima di uscire e la sera prima di andare a dormire, senza avere alcun problema!
    Come sostitutivo ai dischetti usa e getta invece ho scoperto questo sito http://www.ecobelli.com/ che ne vende un kit di lavabili.

    Oggi inoltre potrebbe essere un grande giorno! Ho convertito le mie coinquiline alla vita a basso impatto (ancora ce n’è di strada per arrivare al livello uno, ma siamo ottimiste!). Perciò stiamo progettando un compost, usando solo detersivi ecologici e riducendo l’usa e getta (in casa…non ho modo di controllare se lo facciano anche fuori!!!). La differenziata grazie a dio era già un’azione quotidiana :)
    Questo blog mi sta riempiendo di idee! Grazie mille!

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