Carnina per i miei gattini

A metà di febbraio sono già a quota 490g di rifiuti di metallo, misurati in barattoli.
Ma il mese con chilopesa si sta rivelando assolutamente utile.
Non so perché avessi smesso di farlo, ma un tempo cucinavo la sbuba per i gatti, carnina e verdure porzionate in bicchierini di plastica a riempire frigo e freezer.
Poi sono passata alla mitica Almo, carne non testata su altri animali, priva di additivi e tanto santa, ma venduta in scatolette=metallo=rifiuti che non ho mai saputo riusare.

Perciò stasera dopo il lavoro sono andata alla macelleria biodinamica in via Paolo Sarpi 27 a chiedere un po’ di trito di scarti di bue (pace all’anima sua, e la prossima volta chiederò del pollo).
Un bel chilozzo di carnina bio per i miei mici a tre euri e trenta. Un affarone, considerato che i #gattardi si pappano in due, ogni dì, una scatoletta da 170 grammi di carnina con riso alla sera + croccantini alla mattina.

E perciò ecco rifatta la ricetta semplicissima, in occasione della Festa del Gatto: in una padella con un po’ d’acqua, far rosolare la carnina (di manzo, non di gatto) per circa 5min, finché non perde il colore rosa.
Far raffreddare e mischiare con un po’ di riso bollito e/o zucchine a tocchetti e consegnare ai famelici.

Successo assicurato: loro mi hanno ringraziato con un bel rutto.
E così, ecco eliminato il problema delle scatolette, con conseguente e drastica diminuzione del peso dei miei rifiuti.
Penso che un chilo di trito a settimana possa bastare, anche da conservare già cotto in freezer, porzionato in contenitori riusabili (prima avevo i bicchierini di plastica che si sfondavano subito), e inoltre ogni mese spenderò più o meno 12 euro contro i 50 circa che spendevo prima.

Ora non mi resta che trovare una ricetta per produrre i mitici croccantini e poi sarò a posto.

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