Sì, viaggiare. Anzi, no.

124/365 in volo per Amsterdam - 30.5.09/2.6.09 (day one)

Ieri ho ricevuto una cartolina dall’India.
Proprio lei, quella che da anni mi seduce e attrae, l’India con i suoi colori e usanze, e i profumi di spezie e le puzze, lo sfarzo e la miseria, la musica e la danza.
Non sono ancora mai stata in India, né potrò andarci, almeno per questo 2011 a impatto 1.
A meno che io non la raggiunga in treno. Mh.


In questa vita sostenibile, la questione dei viaggi in aereo è una delle rinunce più impegnative e forse vane.
Io amo viaggiare, e dire già di no a una settimana in Israele prevista per maggio col gruppo di capoeira è stato piuttosto doloroso. Tuttavia mi sono detta che nuove occasioni ci saranno, e che potrò inventare viaggi diversi, in treno, in bicicletta o a piedi. E che Tel Aviv non si sposterà dalla sua sede, e che alla fine di questo progetto avrò perfino risparmiato, e sarò libera di girare il mondo più consapevolmente! YEAH!

Perché questa sfida non è tutta rose e fiori, no nò.
Ma non tutto è perduto: potrò visitare la bella Europa dei dintorni e l’Italia intera, che forse in passato avevo un po’ snobbato.
O ancora, potrò viaggiare attraverso il cuore e gli occhi degli amici che partono, e che scrivono mail e cartoline e scattano foto riportando a casa emozioni e sensazioni pure e intense.

Viaggiando in treno (no TAV) scoprirò il piacere della lentezza e della contemplazione, calibrerò le vacanze con nuove misure. Lasciando agli altri i tragitti più lunghi, godrò e sognerò nel lasciarmi raccontare di paesi lontanissimi, Perù e Vietnam, Australia e Canada, progettando, perché no?, un lungo viaggio sostenibile per il 2012.

Insomma, non è grave se per quest’anno non potrò volare in Portogallo o a Londra.
Tutt’al più raggiungerò il Festival di Andanças con un treno o arriverò in Turchia in autostop (magari fosse ancora possibile!).

Per il momento sto rimuginando sul Cammino di Santiago, che sono anni che mi chiama, ed è ora che io risponda. So che molti miei amici l’hanno già intrapreso, e certo farò in modo di farmi raccontare tutto il possibile.

Domande: Capita mai che un aereo sia vuoto? E se un aereo fosse vuoto, volerebbe lo stesso? Se tutti rinunciassimo per un anno a volare, o riducessimo il numero di voli per usare auto (condivisa) o treno, cosa cambierebbe? Quanto inquina un volo in aereo da qui a lì?

Memo: cercare info, anche tra gli amici, sul Turismo Responsabile (ecologico, sostenibile)

4 risposte a “Sì, viaggiare. Anzi, no.”

  1. In autostop non vale?Ma sì, è condivisione!Oppure prendiamo un furgone con un po’ di gente, come negli anni 70!Forse avremmo qualche problemino a passare dall’Afghanistan…ma insomma,IN QUALCHE MODO!Sai che io capisco la fatica che fai, x cui ti stimo anch’io fratella!
    Bacio
    Pam insonne

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