Smettere col caffè – etica, salute, testa

Venerdì scorso ho smesso di bere il caffè.
Niente di grave, direte voi. Io risponderò che la mattina ne bevevo ormai d’abitudine una caffettiera da 4, più due tazzine fisse al lavoro, e pure dopo cena, e insomma. Mica facile.
La scelta è stata non solo per questioni di salute e di buone abitudini, ma anche di piccoli e ragionamenti da approfondire sulla filiera corta. Il caffè non è certo prodotto in Italia, o sì?

memo: esistono coltivazioni di caffè in italia? sono in serra? biologiche?
in che paese si trovano le coltivazioni bio di orzo? fare ricerca.

Quindi dicevo, venerdì ho smesso di bere il caffè e:

– prima di realizzare che l’orzo e le tisane alla menta sono ottimi sostituti per me, ci ho messo tre mattine di litrate di tè alle spezie, non vi dico che noia
– per tutto sabato e domenica ho poltrito, stordita da un mal di testa che non mi spiegavo perché non ne soffro abitualmente
– anche il sonno è cambiato. Verso l’una di notte (che è prestissimo) crollo e dormo, non so se meglio o peggio, ma sicuramente in modo diverso.

Anche in un’altra occasione non ne avevo bevuto per una settimana (ero in Trentino, dove lo fanno malissimo) e per tutto il tempo sono stata effettivamente stordita, facevo sogni molto reali e dormivo sonni di dieci ore filate.

Insomma, la dipendenza da caffè esiste, ma non mi aspettavo che si manifestasse. È vero anche che in piccole quantità pare che faccia bene, ma tant’è.

Mi chiedo però quante altre siano le sostanze che assimilo da anni, che hanno forse agito sul mio fisico e comportamento, come l’eccesso di zuccheri o di grassi, che rende aggressivi e ipercinetici i bambini, o poco attenti e depressi.

Domande:
– vi è mai successa una cosa del genere col caffè? dico, il malessere e lo stordimento da astinenza
– pensate che abbia senso rinunciare al consumo di prodotti esteri in nome dell’ecologia, ma perdendo così un contatto con le altre culture?

Ditemi la vostra, son curiosa.

Pensieri: il caffè equo e solidale è buonissimo, ce n’è un botto di varietà, provatele tutte. Così fate anche un bel gesto, oltre che un bel gusto. Io, la mia parte solidale, la farò versando un’offerta online.

19 risposte a “Smettere col caffè – etica, salute, testa”

  1. e avere un approccio equo e solidale? Intendo acquistare prodotti che abbiano una buona dose di sostenibilità sociale o ambientale: non facile, dovresti verificare se neutralizzano le emissioni di carbonio nella filiera di produzione e di trasporto oppure scendere a compromessi e decidere per il male minore (tra impatto ambientale e impatto sociale).
    Magari non una caffettiera da 4 ogni mattina ma giusto per non perdere il sottile piacere di quell’aroma.
    Invece per orzo e mente hai verificato da dove vengono? che non è indicato sulla confezione da dove arrivi la materia prima. Senza un controllo di quel tipo non sarai mai sicura che sia a km zero.
    bai bai

  2. tieni conto che anche le sigarette contribuiscono a questo stato di sonno.
    io l’ho notato quando ho smesso di fumare.
    ho scoperto che la nicotina ha un effetto molto forte sul sonno e smettendo di fumare crollavo alle nove per svegliarmi alle 6 del mattino.
    cosa che, sinceramente, mi piaceva moltissimo.
    poi col tempo questo effetto passa e il corpo si riabitua a fare tardi.
    quindi sicuramente è il caffè ma anche la componente nicotina ha un suo risvolto nella cosa.
    complimenti per quello che stai facendo.
    ho girato il tuo link a mia sorella che è sempre stata molto attenta a queste cose e che ha apprezzato.
    io sono molto meno brava ma ti seguo e guardo a quello che fai con ammirazione
    brava

  3. Ciao.
    Leggendo il tuo posto mi è venuta in mente una cosa: ma se tutti smettessimo di bere caffè, che fine farebbe l’economia di quelle popolazioni che basano la loro economia su questa coltivazione?

  4. Sono stata due anni senza berne. Ho smesso quando sono rimasta incinta perché mi disgustava l’odore. La prima settimana, complice anche la gravidanza, dormivo in piedi. Poi una volta disintossicata sono stata due anni, appunto, senza berne. Ho ripreso da qualche mese, ma ne bevo uno al giorno, di solito alla mattina per svegliarmi. Raramente ne bevo uno dopo pranzo.
    Credo che un caffè al giorno, e possibilmente equo solidale, sia un buon compromesso :D

  5. Brava Kika, attenta e propositiva. Il giusto concept del tuo progetto è di mantenere un buon livello di fruibilità per una vita a impatto “uno”: cioè conciliabile con un ritmo quotidiano normale e moderno. Te lo scrivo perchè il concetto mi è tornato in mente leggendo questo post. Certamente il caffè è un piacere rinunciabile, ma penso abbiano ragione gli altri amici che hanno commentato, riguardo il fatto che un buon prodotto da filiera controllata, che compensa le emissioni di CO2 per il trasporto e la produzione, sia comunque lecitamente e felicemente utilizzabile.
    La scelta di acquistare prodotti a chilometro zero è impeccabile, ma forse non è troppo drastica e limitante se viene applicata anche a tutto quello che non è coltivabile in Lombardia? O in Italia? Da una parte hai ragione, perchè molti dei prodotti importati sono facilmente rinunciabili (come il buon avocado, perfetto per cosmetici naturali e ottimi guacamole stimolanti per la pelle; o i litchis, i mango, le papaye, il tè, ecc), ma dall’altra penso occorra trovare un equilibrio ottimale tra le scelte.
    Grazie per i tuoi spunti continui e buone riflessioni!

  6. Bel blog!
    Ti ho scoperta solo ora da veganblog!
    Intervengo in questo post perchè la questione lascia sempre interdetta anche me.
    Come GiovaneArrogante (bel nick!) credo che la conversione di monopiantagioni da esportare in qualcosa che sia cibo locale (non può avvenire dall’oggi al domani, ma non smetteranno tutti di bere caffè dall’oggi al domani!) sarebbe una buona cosa ;-)
    Inoltre rinunciare al caffè è buona cosa per la salute: oltre alla dipendenza è molto acidificante ed è tra le sostanze che favoriscono la perdita di calcio tramite le urine, pessimo alleato delle ossa, sopratutto per le fanciulle che magari di calcio ne assumono poco ;-)
    Detto questo, dopo avervi rinunciato anche io per quasi due anni (tra gravidanza e allattamento), ora lo bevo di nuovo, solo equo e solidale, ma uno al giorno o al massimo 2.
    Questo quando il mio compagno è a casa perchè lui doia l’orzo e adora il caffè. Quando non c’è (spesso) vado di orzo.
    L’orzo alcenero (l’unico bio che trovo io) è prodotto in Italia. Non è proprio Km zero perchè io abito in Piemonte e lo coltivano in centro Italia, ma rispetto al Nicaragua non c’è paragone :-D
    Complimenti ancora per il blog
    isa

  7. Grazie Isa :-)
    Nel frattempo ho lavato e consolato la mia caffettiera, dicendole che per un po’ di caffè non ne vedrà. Prenderò l’orzo solidale per caffettiera anche se il solubile mi va benissimo. Il solubile subisce tanti trattamenti? Forse è meglio usare quello più grezzo, o macinarlo direttamente in casa.

  8. Confesso: mi avete incuriosito con quella storia del sonno ritrovato. Forse ne bevevo solo troppi, il futuro dirà. Per intanto ho smesso, ma non so se saprò essere così costante. Per fare certe scelte – tipo le tue – ci vogliono sotto due maroni così, scusa il tecnicismo. E comunque brava Kika!

  9. Un caffè al giorno, equo e solidale. Ho pensato alla questione leggendo Colin Beavan e non ne bevo da qualche giorno perchè quando sono stressata mi dà tachicardia, ma non credo che lo abbandonerò del tutto, quindi mi aggrego all’idea del buon compromesso.

    Quando ho smesso per alcuni brevi periodi, a parte un gran sonno, non ho rilevato sintomi. In compenso sono sicura di essere addicted ad altre cose, tipo il cioccolato. Lì sì, quando me lo hanno tolto (ero a dieta), son diventata veramente una carogna :(

  10. Beh io ho fatto questa scelta nella spesa, kilometri 0, bio, equo solidale.

    Se non trovo bio klm 0 allora scelgo bio (tipo le arance non le trovo nella mia regione) se non trovo ne bio ne klm0 allora provo equo solidale e se possibile per ognuno di questi sfuso ma acquisto quasi tutto con il GAS o i mercati bio ormai…e il mio orto!

  11. Non sono mai stato un grande bevitore di caffè. Ho iniziato , a mio malgrado, a bere il caffè in cialda . Be’ , in due anni , ho avuto dei disturbi fisici ,c he in primo momento non pensavo fossero legati alla caffeina, ma smettendo completamente, mi sono accorto di esserne assuaefatto. Ho riscontrato i tuoi stessi sintomi : mal di testa insopportabile (mai sofferto), dolori muscolari, stanchezza cronica, nervosismo e tanti altri sintomi . Dicono che per uscirne bisogna far passare 3/5 giorni così che il corpo non cerchi più la caffeina.

  12. Ciao, io ho smesso di bere caffè da circa 3 mesi, diciamo x problemi di “salute” nel senso che soffrivo di un tremendo bruxismo che mi si ripercuoteva sui cervicali….morale della favola:
    Non ho più sofferto di un cavolo di dolore cervicale, non digrigno più i denti, dormo molto e molto più tranquilla, la mattina non sono più esausta ma carica e rigenerata…..sono più rilassata essendo io di natura ansiosa!
    Mi è costato molto rinunciare di punto in bianco ai miei 5 caffè al giorno e ho passato 10 giorni davvero brutti….mal di testa costante, dolori al fegato e stomaco, forse perché allo stesso tempo ho detto basta anche a latte e derivati e zuccheri raffinati!insomma una svolta!speriamo che possa durare!

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